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Domenica, 14 Aprile 2024
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Innocenti (TornaPadova): «La chiusura del bar Antille solo la punta dell'iceberg. Il centro sta morendo»

Il candidato sindaco del neonato movimento politico traccia la linea da tenere per far tornare a vivere un'area secondo lui destinata a rimanere deserta: «Migliorare sicurezza e trasporti»

«La notizia della chiusura definitiva del Caffè Antille, sul Listòn, non sorprende. È infatti sintomatica di un problema più vasto, di cui si parla troppo poco e mai in maniera organica: il centro sta morendo». Il candidato sindaco di 'TornaPadova' dà la sua lettura sull'ennesima chiusura di un locale in centro. Stavolta il Covid non c'entra, visto che le Antille chiudono per mancati accordi con la proprietà dei muri. Resta però il lutto per un'altra storica chiusura.

Centro e periferie

«In questo caso sono grandi operazioni immobiliari a fare abbassare le saracinesche - dice Innocenti - altrove sono stati invece problemi economici, ma la radice è la stessa e la lenta agonia del nostro centro è evidente da tempo. Oggi viviamo in un’epoca in cui l’attenzione urbanistica e mediatica si è spostata sulle periferie e questo è naturale. Il mondo evolve e la pandemia ha per di più accelerato certi processi, già in atto. Tra questi lo spostamento di fette importanti di popolazione nei quartieri esterni al centro storico, dove le case costano di meno, sono più ampie e hanno più verde. È una tendenza che non si può frenare, ma all’altro lato crediamo sia sbagliato non adottare una strategia organica anche per il centro storico. Il centro è pure un quartiere, è la parte più bella della nostra città, la più viva anche, grazie a università, scuole, ospedale, botteghe di qualità. In centro abitano, lavorano e si muovono ancora tante persone e dobbiamo stare molto attenti a non farlo diventare ciò che è purtroppo oggi Venezia: un luogo di solo turismo, ristorazione e bed & breakfast. Va bene il turismo e va bene l’apporto che dà, ma da solo non basta. Il centro ha bisogno dei padovani».

La proposta

«Secondo noi di TornaPadova le chiavi per il rilancio sono due: la sicurezza e i trasporti. Le notizie di violenza, spaccio, furti, spaccate sono continue e vanno risolte - insiste Innocenti  - .Come? Noi abbiamo indicato chiaramente quella che per noi è la via: servono più botteghe, innanzitutto. Aiutiamo i commercianti a tenere aperto e agevoliamo l’avvio di esercizi in quest’area: non solo bar e ristoranti, però, servono attività variegate e diffuse, magari innovative. E non solo nell’area piazze: pensiamo anche a via San Francesco, via Barbarigo, via Cesare Battisti, via Altinate. Ogni bottega è di per sé un presidio di vigilanza, occorre che l’amministrazione riconosca questa funzione e la sostenga. Piccolo esempio: le vetrine dei negozi potrebbero essere illuminate la notte, se il Comune sostenesse la spesa in questi tempi di rincari energetici. Inoltre abbiamo lanciato qualche tempo fa la proposta degli Street Tutor non solo nelle aree della “movida”, ma anche in quelle invece troppo “tranquille”, dove la delinquenza, nel silenzio delle strade deserte, ha vita facile».

Trasporti

«Oggi, per chi vive fuori, arrivare in centro è un incubo. I miei suoceri, per dire, abitano a mezz’ora di strada dal centro, ma quando chiediamo loro di venirci a trovare declinano sempre perché non trovano parcheggio. Addirittura i commercianti non sanno dove lasciare l'auto parcheggiare. Servono parcheggi scambiatori gratuiti in punti strategici della città, da cui far partire bus navetta che corrano su corsie preferenziali e partano ogni cinque-dieci minuti al massimo. E poi convenzioni diffuse e strutturate per viaggiare in taxi. Per una logica di “economie di scala” Padova è troppo piccola per avere un sistema di car sharing ampio ed efficiente, come a Milano, per dire. I taxi allora possono diventare il nostro car sharing. Il problema attuale per un utilizzo diffuso del taxi – in stile New York – è legato alla tariffa, che varia a seconda del traffico e quindi può essere salata. Aumentiamo dunque le corsie preferenziali per i taxi: permettiamo loro di fare più corse in meno tempo e poi stabiliamo in maniera sistematica delle convenzioni e delle tariffe fisse per itinerario».

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