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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
ELEZIONI 2022

Innocenti a Ponte di Brenta: «Restituiamo dignità a Villa Breda»

Il candidato sindaco di TornaPadova durante i suoi sopralluoghi nei quartieri ha visitato la zona: «Un altro grande problema è il tram, qui la gente non vuole i binari»

Continuano i sopralluoghi nei quartieri del candidato sindaco di TornaPadova, Lorenzo Innocenti. Oggi 7 maggio ha incontrato alcuni residenti e membri di associazioni attive a Ponte di Brenta. «Si parla tanto di periferie e di come riqualificarle, ma venendo a Ponte di Brenta la sensazione è quella di entrare in un’area di pregio. Qui c’è già tutto, basterebbe metterlo in rete e farlo funzionare - racconta Innocenti - .Il primo pensiero è per Villa Breda, palazzo secentesco circondata da un parco grande e prezioso. La nostra intenzione è quella di sbloccare lo stallo che si è venuto a creare dopo che, nell’estate del 2020, il Comune ha rilevato la gestione dello spazio, di fatto però chiudendolo e abbandonandolo all’incuria. Prima di quel momento se ne occupava l’associazione ViviAmo Villa Breda, che a spese proprie si prendeva cura di quella che è geograficamente la prima villa della riviera del Brenta».

La proposta

«Se TornaPadova avrà voce nel prossimo consiglio comunale, ci daremo come obiettivo quello di fare riaprire al più presto il parco e ridare dignità alla villa e ai suoi tesori - promette Innocenti - .Discorso simile per le Padovanelle, che pure sono da tempo in cerca di un nuovo proprietario. Lì il festival Le Staffe è una buona soluzione per mantenere vivo uno spazio pure bellissimo e romantico. Ci vorrebbero ancora più occasioni come questa: mercati, cinema all’aperto, esposizioni, eventi sportivi, culturali e commerciali, sia diurni che serali. Ancora con il Comune a creare le condizioni e i privati a intervenire direttamente. Infine attenzione al malcontento relativo al tram. È molto diffuso nei quartieri, Ponte di Brenta compreso, e non riguarda assolutamente lo sviluppo di un sistema finalmente efficiente di trasporto pubblico. A essere contestato è piuttosto il mezzo scelto a realizzarlo, il Translhor, percepito come vecchio e invasivo. È un mezzo di fine anni Novanta, fuori produzione: la tecnologia oggi permette soluzioni più efficienti, economiche e flessibili».

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