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ELEZIONI 2022

Insulti a Meneghini sul blog, la "bestia" della Lega si ritorce contro il centrodestra. Il consigliere porta tutti in Procura

L'esponente della civica Bitonci finisce coinvolto in un episodio di bullismo, partito da un sito (anonimo) condiviso centinaia di volto dal Carroccio. Pronto a denunciare tutti dopo essere stato preso in giro per strada e nei bar a causa del "pezzo" pubblicato online

Quando la "bestia" ti si ritorce contro. Stavolta è accaduto al consigliere comunale del centrodestra Davide Meneghini, finito nel mirino di un blog, apparso da qualche mese online e in coincidenza con la campagna elettorale. Un blog che punta a sbeffeggiare soprattutto la giunta in carica di Sergio Giordani, utilizzando però spesso una satira volgare e sessista. Si chiama "il Notturno di Padova", nome scelto per canzonare il quotidiano più letto della città e cioè il Mattino di Padova. Stavolta però ha superato i limiti, tanto da portare alla richiesta di aprire un'indagine rivolta alla Procura. Due giorni fa infatti è apparso un altro saggio dell'autore, che non si è mai svelato (è un volto conosciuto nel mondo dello sport femminile, legato al centrodestra e con un recente passato da "troll". E' aiutato negli spunti da uno "spin doctor" di area politica opposta, ma anti Giordani), dedicato al consigliere affetto da nanismo, Davide Meneghini. Va ricordato che Meneghini è pronto a correre anche alle prossime elezioni in una delle liste civiche del candidato sindaco, Francesco Peghin.

I fatti

Il titolo racconta già tutto: «Il segreto elettorale di Meneghini? Un p..... da 18 centimetri» (vedi foto in basso). Il testo poi continua: «In questa campagna elettorale, ogni candidato ha una sua arma segreta - scrive l'anonimo autore - .Sebbene tutti preparatissimi, e pronti a migliorare Padova, difficilmente, almeno per la componente maschile, possono competere in un particolare ambito, con Davide Meneghini. L’eclettico consigliere, infatti, in tempi non sospetti asseriva in trasmissione nazionale (Le Iene) di possedere “un membro di ben 18 centimetri, so bene prendere le misure”. Un bastone di tutto rispetto, che sicuramente è fonte di attrazione per tutte le elettrici che seguirono la trasmissione. Difficile sapere quanti voti porterà al centimetro, ma di sicuro non saranno pochi». C'è satira e satira. Questa oggettivamente non lo è, anche perchè nei giorni successivi Meneghini viene riconosciuto in strada, nei locali, e preso in giro da alcuni passanti e clienti dei bar che frequenta. Si chiama con ogni probabilità cyberbullismo.

Procura

La prima reazione di Meneghini, che conosce bene il blog perché finora è stato molto utilizzato e condiviso sui propri canali anche da alcuni esponenti di centrodestra, è questa: «È solo una ragazzata. Battute, scherzi, risate. È solo una ragazzata. Botte, messaggi con minacce, fotoritocchi che girano nei gruppi whatsapp - scrive Meneghini sui social - .Sì, ma è solo una ragazzata. Certo. Chi se ne frega se poi per anni chi le subisce si porterà dentro un'umiliazione silenziosa, costante, come un'ombra che non se ne va neanche quando è notte.Tanto, son solo ragazzate». La seconda è quella di andare in Questura e provare a denunciare, dopo essersi confrontato con alcuni amici e colleghi. Il centrosinistra finora non lo ha fatto, rilegando l'esistenza del blog al capitolo "caciara". Meneghini invece va dritto. Qualcuno glielo sconsiglia, perchè c'è il diritto di satira. Anche il diritto di satira ha dei limiti deontologici, che però appartengono al mondo dei professionisti, degli iscritti all'albo dei giornalisti e non evidentemente agli smanettoni da bar. Perchè serve che si racconti una realtà oggettiva, d'interesse pubblico e che venga fatta con continenza. Questo valuta un giudice. Il diritto di satira, come quello di cronaca e di critica, non è onnipotente e la Costituzione tutela la trasparenza, non il cinismo. E soprattutto, servirebbe metterci un nome e un cognome sotto. Nessuna di questi elementi traspare in ciò che il blog riporta. Compreso nome e cognome del responsabile. Anzi, dei responsabili. «Purtroppo succede da chi meno te lo aspetti - racconta poi Meneghini, riferendosi alla sua area politica e a quella di riferimento del blog - ma andrò avanti, perché questa storia non mi fa dormire la notte e mi sta facendo soffrire molto. Mentre dietro c'è chi ride di me e magari lo fa da anni alle mie spalle».

Meneghini

«I responsabili di questo blog mi hanno offeso e con poche righe e una sola foto hanno oscurato tutto il buon lavoro che ho fatto in sette anni di consiglio comunale a favore dei più deboli e delle persone con disabilità racconta Meneghini proprio al Mattino di Padova - come la realizzazione in via Gattamelata della prima palestra attrezzata in Italia, di cui ha parlato anche Rai2 - sottolinea Meneghini - Quell'intervista delle Iene è stata manipolata sperando di far sorridere i lettori. Invece qui non c'è niente da ridere. Hanno commesso un reato mettendo alla berlina una persona che nella vita ha sempre cercato di fare del bene. Mi sono già rivolto a un avvocato e nei prossimi giorni sporgerò denuncia. Quel video per me è diventato un incubo e tra l'altro sta avendo anche un effetto diretto sul mio lavoro di direttore commerciale di un'azienda».

La Lega

Cosa c'entra la Lega? Molti dei post del blog vengono condivisi su Facebook, Twitter, Instagram dai militanti del Carroccio. Ovviamente non il "pezzo" su Meneghini, ma tutti quelli che riguardano la giunta Giordani. I bersagli preferiti sono il sindaco, l'assessora Chiara Gallani e il portavoce di Giordani, Massimo Bettin. Anche alcuni esponenti del centrosinistra vengono trattati con i guanti. Un po' per le simaptie dell'anonimo autore, un po' per confondere le acque. Spessissimo si tratta di fake news. I toni sono irriverenti, altre volte volgari e sessisti. Il termine «gnocca» è utilizzato abitualmente per sminuire le candidate delle liste di Giordani, ma in alcuni casi anche le donne nelle liste di Francesco Peghin. La stessa consigliera leghista Eleonora Mosco viene descritta come "bella", mostrando irriconoscenza verso il suo impegno politico e attenzione solo al suo aspetto fisico o su quanto peso abbia perso. Tutto passabile quando si tratta di politica. Questione di eleganza. Basta non leggere e non regalare click. Nonostante questo atteggiamento, che in qualche modo vorrebbe ricalcare lo stile (irraggiungibile) di Dagospia in salsa padovana, il blog viene invece continuamente appoggiato e sostenuto anche dalle pagine ufficiali della Lega e di alcuni parlamentari del partito di Salvini. Personalità che, sulla carta, dovrebbero avere una condotta irrprensibile, considerata l'importanza del ruolo rappresentativo che ricoprono e i temi di cui dovrebbero occuparsi a livello nazionale. E hanno continuato a farlo anche nei giorni successivi alla pagina dedicata a Meneghini (alcuni post sui social sono sponsorizzati, quindi si muovono anche dei soldi). In più, alcuni leghisti diventano spesso fonte, girando materiale fotografico e non notizie al blog, che poi spesso si ritrovano nei loro comunicati stampa ufficiali. La logica è proprio quella della "bestia" di Matteo Salvini, ossia di bombardare i social con notizie gonfiate pur di acaparrarsi qualche consenso o semplicemente descrivere una realtà che non c'è. La tecnica è la stessa di chi sta facendo circolare un video in cui Giordani e Luca Zaia si stuzzicano sul nuovo ospedale, spacciandolo per attuale, quando invece risale al 2017 (tra l'altro, chi sa leggere tra le righe, nota subito che in quello scambio tra i due c'è una sintonia e una complicità che difficilmente il presidente della Regione concede invece a chi pubblica quel video). O di chi, alla notizia del sindaco che riunisce in un tavolo di scienziati personaggi del calibro di Antonella Viola, Mario Plebani e Rosario Rizzuto, si chiede (sempre sui social) se Giordani possa capire quello che loro dicono e diranno. Eleganza, dicevamo. In questo caso poi non si tratta neanche di un sito d'informazione, ma semplicemente di una moina fatta al centrodestra da un elettore, ricambiata poi dalla parte meno nobile del partito. Con Luca Morisi non è finita bene, ma ci sono voluti anni. In questo caso, la Procura potrebbe metterci molto meno. Cosa ne pensa il candidato sindaco del centrodestra Francesco Peghin? E' questa la campagna elettorale che voleva?

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