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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Politica Conselve

Interrogazione al Ministero sul caso Bonollo - Conselve

Interrogazione al ministero dell’Ambiente da parte di Francesca Businarolo (M5S): «Controlli anche con i carabinieri: quando c'è di mezzo la salute non esistono lasciapassare»

«Ingiusto chiedere sacrifici ai cittadini per contenere l’inquinamento dell’aria se poi si chiudono gli occhi su quello che fanno le aziende». Con questa premessa, Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle, ha portato in parlamento il caso della distilleria Bonollo di Conselve, chiedendo al ministro dell'Ambiente e della Tutela del territorio di disporre verifiche, anche tramite il Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, per accertare eventuali condizioni di rischio per la salute pubblica legate all'attività dell'azienda e per definire una disciplina più stringente relativa alle valutazioni di impatto ambientale delle attività industriali insalubri, soprattutto se in prossimità di centri cittadini. 

Conselve

«Sono anni — fa sapere Businarolo — che i cittadini di Conselve fanno notare le esalazioni maleodoranti della Bonollo nonché la presenza di sostanze traccianti inquinanti e di sversamenti di liquami nei terreni confinanti. E l'inquinamento non è solo ambientale ma anche acustico, a causa delle emissioni rumorose persistenti. È ora di dare loro una risposta: l'azienda si trova vicino a zone residenziali e, inoltre, è già stata accertata la presenza di sostanze come metanolo e alcol etilico, che lo Iarc, l'agenzia internazionale per la ricerca contro il cancro dell'Oms, classifica tra le sostanze cancerogene del primo gruppo». Businarolo conclude con un'osservazione: «Il territorio comunale di Conselve, come del resto molti altri dell'area padana si trova nella zona massima di criticità per la presenza di Pm10, con una densità emissiva pari a 20 tonnellate all'anno per chilometro quadrato. In queste settimane si chiedono sforzi a molti cittadini che, in certi casi, hanno dovuto lasciare la propria auto a casa. Bisogna esigere il rispetto delle regole da parte di tutti. I veneti si ricordano benissimo quanto è accaduto con i Pfas: la lezione che abbiamo imparato è che non si può girare la testa dall'altra parte e intervenire anni dopo: non esistono lasciapassare quando di mezzo c'è il rispetto dell'ambiente e la tutela della salute».

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