Italcementi: interviene l’assessore provinciale Mauro Fecchio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

L’assessore provinciale all’Ambiente Mauro Fecchio interviene sulla questione Italcementi: “Ricordo che il procedimento che porta al rilascio dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) è stato molto articolato, è iniziato il 17/3/2010 quando la Ditta Italcementi ha presentato domanda di VIA e autorizzazione integrata ambientale per un progetto di adeguamento tecnologico alle migliori tecniche disponibili. L’esigenza di innovazione è scaturita dagli esiti dei Tavoli Tecnici sui cementifici promossi dalla Provincia di Padova e dagli organi tecnici competenti per dare risposte concrete e contribuire al miglioramento ambientale e della qualità dell’aria.

In questi tre anni la Provincia di Padova competente sia per il rilascio del giudizio di compatibilità ambientale della VIA sia al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale nello scrupoloso rispetto delle disposizioni di legge previste specificatamente dalla parte seconda del Decreto 152/2006 (meglio noto come Testo Unico Ambientale) ha lavorato con attenzione sia sul piano tecnico che procedurale, concludendo il procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dopo aver acquisito il giudizio di compatibilità ambientale approvato dalla Giunta Provinciale.

Il percorso per il rilascio dell’AIA è risultato particolarmente articolato. In effetti il giudizio di compatibilità espresso dalla Provincia a seguito dei vari ricorsi, è stato sottoposto prima all’esame del TAR e poi del Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha definitivamente espresso giudizio favorevole sul provvedimento di VIA rilasciato dalla Provincia, confermando nella sostanza la “correttezza” del lavoro svolto dall’Amministrazione Provinciale di Padova.

Attualmente la Ditta può lavorare sulla base di un’autorizzazione provvisoria che ha validità fino al 29/10/2013. Oltre questo termine, per poter continuare l’attività, la ditta dovrà essere in possesso della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale definitiva, già predisposta dall’Amministrazione Provinciale. Solo quest’ultima prevede che alla data della cessazione dell’attività debba essere presente uno specifico  piano di dismissione dell’intero stabilimento per il ripristino ambientale.

Si evidenzia quindi che l’operato della Provincia è sempre stato corretto e rispettoso dei tempi e delle procedure teso a garantire uno sviluppo sostenibile che ben si coniuga anche con la salvaguardia dei posti di lavoro. L’assenza dei vari contenziosi avrebbe sicuramente contribuito a sviluppare scenari più favorevoli anche sul piano occupazionale”.

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