La consigliere Cappellini e le restrizioni: «Da “stato di crisi” a “crisi dello Stato” democratico»

«Il Parlamento si riappropri dei suoi poteri ed in fretta: l’uso indiscriminato della decretazione d’urgenza, senza alcun confronto con i parlamentari sta portando a scelte per il Paese arbitrarie ed incontrollate»

La consigliera di Fratelli d'Italia, Elena Cappellini, dopo qualche settimana di silenzio ha deciso di manifestare tutte le sue perplessità rispetto alle decisioni del Governo. La consigliera ha le idee chiare su cosa proprio non va nella gestione di questo periodo di straordinaria emergenza:  «Il Parlamento si riappropri dei suoi poteri ed in fretta: l’uso indiscriminato della decretazione d’urgenza, senza alcun confronto con i parlamentari che rappresentano il popolo e le sue istanze, sta portando a scelte per il Paese sempre più arbitrarie ed incontrollate, oltre ché alla morte del potere legislativo».

Misure restrittive

«Non è in discussione la necessità di misure restrittive idonee al contenimento del contagio, ma la gestione dell’Esecutivo pone serissimi interrogativi in merito alla tenuta democratica del nostro Stato.Si vuole combattere il virus fingendo che l’Italia non sia un paese democratico, retto da una Costituzione che regola bensì i doveri, ma prima di tutto i diritti inviolabili di ciascun consociato: e quella Costituzione chiarisce bene che i nostri diritti si possono comprimere, ma che a farlo deve essere il Parlamento, non un uomo solo al comando senza alcuna investitura popolare».

Governo

«Il Governo sta dimostrando di non avere percezione né preoccupazione della situazione psicologica in cui versano i cittadini: situazione altamente esplosiva che potrà dar luogo a  disordini sociali ed al venir meno dell’ordine pubblico. Saranno dolori quando si ribelleranno le persone che non avranno più soldi e quindi come procurarsi da mangiare. Perché ricordo che c’è chi già non ha risparmi, non ha soldi messi da parte e quindi chi non ha nulla da perdere scenderà in piazza con il bastone se non armato».

Donne 

«Ricordo che vi sono anche donne costrette a stare in casa con chi le abusava e le sottoponeva a violenza domestica; mamme che non hanno più l’assistenza sanitaria necessaria per i figli portatori di handicap; famiglie che devono gestire le reazioni di figli/parenti con disturbi mentali e psichiatrici (Sindrome di Asperger, sindrome SMS, gli iperattivi cronici e i masochisti/autolesionisti, ecc..). Proprio stanotte abbiamo appreso dell’omicidio di una mamma per mano del figlio con disturbi psichiatrici».

Vite degli altri

«È pertanto scandaloso che si prendano decisioni così gravose per l’economia e la vita degli italiani senza ascoltare il Parlamento: in una situazione di estrema urgenza – causata, tra l’altro, dal ritardo con cui il Governo ha trattato l’intera vicenda – si può accettare che si prendano provvedimenti immediati, ma poi questi devono essere sottoposti al vaglio di coloro che rappresentano i cittadini e sono depositari del potere legislativo, ossia i parlamentari; e ciò affinché il confronto in Aula renda le misure prese più bilanciate, coerenti ed efficaci».

Parlamento

«Il Parlamento deve rendere i provvedimenti equilibrati: il diritto alla libertà personale è di pari rango al diritto alla salute. Non c’è un diritto che viene prima e può annullare l’altro e mi chiedo se è tollerabile  che l’Esecutivo comprima sino ad annullarli tutti i diritti privati dei cittadini».

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Riservatezza

«Sembra addirittura che il Governo voglia annullare il diritto alla riservatezza di ciascuno di noi, attraverso sempre più estesi e penetranti controlli informatici; l’ AGCOM chiede persino che si oscurino le informazioni non allineate alla voce del Governo. Se tutto ciò viene fatto una sola volta si rischia di non tornare più indietro, diventa consuetudine nell’esercizio del potere e questo mi fa paura. In nome dello Stato di emergenza si rischia di violare irrimediabilmente il principio di legalità».

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