Lavoratori del comparto termale in difficoltà, si muove la Giunta regionale

Durante l'ultima seduta di Consiglio regionale è stata approvata all’unanimità la mozione presentata da Fratelli d’Italia per sollecitare la Giunta a sostenere i lavoratori di Abano e Montegrotto Terme, a seguito della bocciatura da parte dell’Inps delle richieste a valere sul Fondo integrazione salariale

I consiglieri regionali Barison e Berlato, che hanno presentato la mozione in Giunta

Per iniziare a smuovere le coscienze: in seduta di Consiglio regionale è stata approvata all’unanimità la mozione presentata dal Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per sollecitare la Giunta regionale a sostenere i lavoratori del comparto termale di Abano e Montegrotto a seguito della bocciatura da parte dell’INPS delle richieste a valere sul Fis (Fondo integrazione salariale).

La mozione

Spiegano Sergio Berlato e Massimiliano Barison, consiglieri regionali di Fratelli d’Italia: «La storica possibilità di ricorrere a forme di sostegno al reddito nei periodi di minor lavoro è stata messa in discussione da parte dell’Inps, che per la stagione 2017/2018 ha bloccato le domande presentate per accedere al “Fondo di integrazione salariale”. Con questa mozione, sottoscritta in Aula consiliare anche dai Gruppi di minoranza, si ricorda che gli ammortizzatori sociali sono sempre stati strumenti fondamentali per consentire nel territorio del Bacino Termale Euganeo i contratti di lavoro a tempo indeterminato facendo ricorso, in corrispondenza di cali di lavoro negli alberghi e negli stabilimenti, a svariate forme di sostegno, come la cassa in deroga e la sospensione per Aspi. Tutto questo per evitare la precarizzazione dei rapporti di lavoro. Chiediamo quindi che ora la Giunta regionale intervenga presso il Governo nazionale affinché si possa chiarire e risolvere la regolamentazione del Fondo di Integrazione Salariale quale strumento per sostenere la stabilizzazione dei lavoratori e per consentire ad aziende turistiche e lavoratori di programmare il proprio futuro. Questa importante area strategica del turismo del Veneto, che conta oltre 5.000 lavoratori di cui oltre il 70% a tempo indeterminato, merita di essere valorizzata e sostenuta nella qualità e professionalità dei servizi offerti partendo dalla stabilità dell’occupazione».

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