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Lonardi: «Architetti dov'erano quando non si piantava un albero al parco Tito Livio?».

Il leghista interviene sulla questione Prandina, dopo la presa di posizione del presidente dell'ordine professionale

«Lascia perplessi l'intervento del presidente dell’Ordine degli Architetti che boccia senza mezzi termini l’ipotesi del parcheggio alla Prandina, fosse anche interrato». E' la reazione del consigliere della Lega e vicepresidente del Consiglio comunale Ubaldo Lonardi alla presa di posizione di Roberto Righetto sul futuro della ex caserma, che in realtà non chiude completamente al park, ma ridimensiona l'idea.

Lonardi

«La motivazione? - chiede Lonardi - Non si potrebbero più piantumare alberi. Dov'era il presidente quando il Comune, nella progettazione del parco Tito Livio, rinunciando alla bonifica dei sottosuolo inquinato e lasciando che si costruissse un parcheggio totalmente interrato, non ha impedito la medesima cosa, non in una ex caserma, ma in un’area addirittura adiacente alla Cappella degli Scrovegni? E dov'era il medesimo ordine quando si è trattato di approvare il nuovo piano degli interventi sottoscritto in primis dal loro guru Boeri, che certo non sarà ricordato a Padova per una delle sette meraviglie? Poche e scontate parole in commissione, che hanno lasciato quasi tutti noi consiglieri a dir poco sorpresi. Spiace constatare ciò da una categoria che potrebbe essere l'alfiere di una tensione alla bellezza e alla ricchezza culturale, financo economica della nostra città. E i parcheggi, cioè le auto, sono strumento oggi indispensabile della vita e del lavoro quotidiani delle persone. Senza i maledetti soldi di Scrovegni, buonanima, il ciclo giottesco sarebbe altrove. Sarebbe bello che gli architetti contribuissero con il loro valore artistico a rendere la città più bella dopo aver la vista, silenti, imbruttire anno di anno».
 

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