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Miatello della Lega: "Nostri iscritti alla corte di Soranzo? E' un caso di incesto politico"

Non si placa la polemica attorno ai due leghisti, Bano e Fecchio, che hanno accettato le deleghe proposte loro dal presidente della provincia, nemico giurato della Lega

E’ a tutti sembrata un’anomalia, se non un fulmine a ciel sereno. Dagli osservatori, ai politici. La mossa di due esponenti della Lega, Marcello Bano e Mauro Fecchio, di accettare l’offerta del presidente della provincia, Soranzo, appare, se non inopportuna, per i vertici della Lega di certo, quantomeno anomala. Bano conquista la delega per i “rapporti con la regione Veneto” e Fecchio quella all’ambiente e le politiche per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. Eppure Soranzo dovrebbe rappresentare “un nemico” dichiarato della Lega, pensiamo alla Fiera, all'ospedale a Padova est o all’interporto, dove gli scontri e le frizioni non sono mai mancate.  

La reazione della Lega

“Lo dico chiaramente, la Lega non “abbraccia” in nessun modo il Presidente di secondo livello Enoch Soranzo – lo afferma Renato Bobo Miatello, Responsabile Enti Locali LNLV – Si tratta di una iniziativa, quella di Marcello Bano, militante della Lega, e di Mauro Fecchio, sostenitore, che non solo mi risulta non essere stata condivisa e autorizzata dai vertici del Movimento, ma non rispecchia nemmeno la volontà dei sindaci del nostro territorio. In qualità di Responsabile degli enti locali ho verificato personalmente con tutti i sindaci: ben 12 primi cittadini su 14 mi hanno assicurato di non aver mai dato mandato al consigliere Bano di definire con il Presidente Soranzo l’accordo di entrare in maggioranza e, tantomeno, avvalorato la nomina di entrambi a consiglieri delegati. Stiamo parlando, dunque, di una decisione del tutto personale dalla quale il gruppo di amministratori della Lega si dissocia categoricamente. Per come la vedo io si può tranquillamente definirlo un “incesto politico” che, auspico, verrà valutato nelle sedi opportune del Partito, ovvero nel direttivo Provinciale e in quello Nazionale”.

La giustificazione di Bano

Non l’hanno presa affatto bene i vertici della Lega, lo si evince chiaramente dalle parole di Miatello. Non hanno neppure molta voglia di commentare, altri colleghi del partito, anche se rimangono le parole di Miatello che di fatto sgomberano il campo da ogni equivoco. Bano però, non la pensa così e spiega: “Io come facente parte di una amministrazione – Bano è nel consiglio comunale di Noventa Padovana – faccio gli interessi della mia comunità. Credo ci sia stato un fraintendimento e sono certo che chiariremo la questione. Ci deve essere stato un problema di comunicazione”, ci dice quando lo raggiungiamo al telefono. Strano però che nel suo partito nessuno ne sapesse nulla, figuriamoci autorizzare una scelta simile. Per lui, insomma, quello che Miatello chiama incesto politico, non è mai esistito.

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