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Lega, Bitonci si ferma al 42%: il nuovo segretario veneto è Tosi

Con uno scarto di 15 voti percentuali, al congresso regionale del Carroccio di ieri a Padova è stato eletto il successore di Gobbo, alla guida del partito in Veneto dal 1998. Il candidato padovano indignato per la dichiarazione di Maroni a urne ancora aperte

“Si deve lavorare assieme per la Lega” ha commentato ieri a caldo, dal palco di Padova, il sindaco di Verona Flavio Tosi eletto con il 57% (236 preferenze su 414) nuovo segretario della Lega Nord-Liga Veneta. Suo il ruolo che dal 1998 è stato ricoperto da Gian Paolo Gobbo. Si è fermato invece al 42% (178 voti) lo sfidante padovano Massimo Bitonci, parlamentare ed ex sindaco di Cittadella.

LA POLEMICA. Non è mancata neppure la polemica, visto che, a urne ancora aperte, Roberto Maroni "ha rilanciato la sua preferenza" per Tosi che, con l'elezione ieri anche di Matteo Salvini a segretario della Lega Lombarda, ha visto rafforzarsi la propria linea dei “Barbari sognanti” e più spianata la strada per essere eletto segretario federale, al posto di Umberto Bossi, al congresso di fine giugno. Un'uscita, quella di Maroni, che ha provocato la reazione indignata di Bitonci, che ha gridato alla scorrettezza: "Neanche il giorno delle elezioni – ha detto - si è mantenuta l'imparzialità". Bitonci ha stigmatizzato poi che Tosi non abbia seguito lo spoglio dalla platea del congresso, come invece ha fatto lui, ma sia entrato in sala a esito certo. "La mia sconfitta - ha rilevato Bitonci - è stata comunque meno netta di quello che qualcuno sino a ieri ipotizzava".

NON UN PLEBISCITO. E a sottolineare che il 57% di Tosi non è stato un “plebiscito” è stata anche la deputata padovana Paola Goisis, sostenitrice di Tosi nella corsa alla segretaria della Liga. "Se si pensa - ha dichiarato - che qualche tempo fa si parlava di Tosi come candidato unico e che le previsioni parlavano di un plebiscito a suo favore, il fatto di aver raccolto il 57% dei consensi è ben poca cosa, e testimonia di un partito diviso a metà, ben lungi dal dare un plebiscito per Tosi".


DALLO "STRONZO" DI BOSSI AL DOPO SENATUR. Il neo segretario regionale è pronto a ricordare con un sorriso l'episodio in cui lo scorso inverno incassò l'epiteto di “stronzo” dal senatur. "Non sono mai stato uno permaloso – ha detto -. Umberto Bossi, soprattutto quando si era nelle riunioni interne, in quanto capo del movimento più di qualche volta ha bistrattato chi collaborava con lui, bonariamente. Tant'è che a seguito di quelle parole ci fu un chiarimento sereno a Milano". "Insieme a Gian Paolo Gobbo, che ha guidato sino ad ora il movimento - ha aggiunto - e Massimo Bitonci. In questo momento non facile dobbiamo ripartire assieme". Per Tosi "é normale che ci sia un ricambio all'interno della Lega: dopo Bossi, di cui qualcuno ha approfittato - spiega - ci sarà un altro segretario federale non indicato per appartenenza territoriale ma in grado di creare più consenso e con un elevato grado di credibilità". "Può essere Maroni, non perché lo dico io, ma con lui c'é un rapporto di stima reciproca che aiuta a lavorare bene insieme - ha concluso - e poi Maroni è nella Lega da più di 20 anni". Secondo il sindaco di Verona "c'é ancora la possibilità di tornare credibili di fronte ai nostri elettori".

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