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Liberi e Uguali: "No alla buona scuola classista, siamo per inclusività e democrazia"

“La notizia di questi giorni sui Rav (rapporto di autovalutazione) di alcuni celebri licei italiani, dove il "contesto socio economico elevato" degli alunni e l'assenza di studenti disabili o immigrati vengono presentati come elementi qualificanti del prestigio del liceo, è l'immagine inequivocabile di una scuola classista

“La notizia di questi giorni sui Rav (rapporto di autovalutazione) di alcuni celebri licei italiani, dove il "contesto socio economico elevato" degli alunni e l'assenza di studenti disabili o immigrati vengono presentati come elementi qualificanti del prestigio del liceo, è l'immagine inequivocabile di una scuola classista. Una scuola, quindi, che ha fallito”. Così Leila el Houssi e Sara Mondini, candidate di Liberi e Uguali nei collegi di Padova e Vigonza.

"L'interrogazione"

“Questo è il frutto avvelenato della lunga stagione dell'idea dell'aziendalizzazione della scuola – proseguono el Houssi e Mondini – dalla Gelmini alla Fedeli passando per la cosiddetta "Buona Scuola". La scuola che fa marketing quindi ha utenti, non studenti adolescenti. È l'idea di una scuola che riproduce ed amplifica e addirittura valorizza le differenze sociali”. “In questa scuola essere poveri, o disabili o di origine straniera risulta un impedimento per il percorso scolastico degli studenti: è inaccettabile e in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione - aggiunge il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) che oggi ha depositato un'interrogazione a risposta scritta chiedendo alla Giunta regionale di intervenire su questo tema - quello che da tempo viene denunciato dalle associazioni studentesche, oggi viene pubblicizzato su una piattaforma ufficiale del Ministero: la nostra scuola è classista, il marchingegno legislativo della legge 107 con gli slogan su merito e valutazione ha in realtà introdotto una visione elitaria della formazione. Il risultato è che la "Buona Scuola" non è per i poveri, o i disabili o gli immigrati. Noi restiamo "fedeli" al modello della scuola sancito dalla Costituzione, inclusiva, democratica, che educa al pensiero critico”. “Facciamo appello alle organizzazioni degli insegnati e degli studenti – concludono gli esponenti di Liberi e Uguali – alle intelligenze, sensibilità del mondo della scuola per una risposta civile che apra un dibattito tra i docenti, studenti e genitori Liberi e Uguali per la scuola inclusiva e democratica”.

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