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Limena: presidio della Fiom alla Zilmet

«Oggi siamo qui perché i lavoratori sono allo stremo e meritano risposte - dichiara Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova - Abbiamo lungamente cercato il dialogo con l’azienda perché questo è il nostro modo di agire per avere le risposte necessarie al benessere dei lavoratori»

Molti dei dipendenti in sciopero, provenienti dagli stabilimenti di Limena e di Bagnoli, si sono ritrovati questa mattina davanti la sede principale dell’azienda sita in via del Santo n° 242 a Limena e lì hanno dato vita ad un presidio che è durato fino alle ore 12, nonostante le intemperie della prima mattinata, che si sono dissolte, con il passare delle ore, lasciando spazio ad un caldo sole primaverile. Il tutto rispettando i dovuti presidi di sicurezza imposti dal covid, sotto lo sguardo vigile di diverse forze dell’ordine. «La partecipazione è stata molto buona soprattutto vista la situazione che dobbiamo subire nello stabilimento di via Colpi - evidenzia la Rsu dello stabilimento di Limena di via Colpi, Constantin Curecheriu - dove il direttore mantiene da tempo un comportamento intimidatorio e verbalmente violento nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici. Situazione che condanniamo in toto e che chiediamo sia risolta nel più breve tempo possibile». 

Sciopero

«Siamo molto soddisfatti di questo sciopero. Gran parte dei lavoratori sono venuti con noi sotto la sede di Limena mentre altri sono rimasti in presidio a Bagnoli», commenta Katia Masiero, Rsu dello stabilimento Zilmet di Bagnoli. «Come lavoratori meritiamo rispetto, l’azienda ha sottoscritto un contratto integrativo che noi riteniamo un buon contratto ma che non dev’essere disatteso e ogni sua parte deve necessariamente essere garantita. L’azienda parla da tempo di assunzioni, ma invece continua ad utilizzare manodopera iterinale, senza preoccuparsi di fare loro contratti a tempo indeterminato. Noi siamo risorse umane e non numeri e meritiamo di essere trattati come tali. Un tempo l’azienda ci chiamava preziosissime maestranze e preziosissimi collaboratori. Noi sappiamo di esserlo e il nostro ruolo non può e non deve essere minimizzato e dev’essere rispettata la nostra dignità di persone e di lavoratori». 

Lavoro

«Oggi siamo qui perché i lavoratori sono allo stremo e meritano risposte - dichiara Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova - Abbiamo lungamente cercato il dialogo con l’azienda perché questo è il nostro modo di agire per avere le risposte necessarie al benessere dei lavoratori, ma purtroppo l’azienda ha negato ogni contatto, rigettando anche le istanze delle Rsu. La proprietà deve capire che i lavoratori hanno bisogno della giusta attenzione, attraverso la giusta considerazione e il riconoscimento della loro dignità. I lavoratori sono qui per dire che non sono servi e che richiedono il rispetto delle regole, della salubrità e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Noi quindi oggi ci aspettiamo che l’azienda fissi con noi un incontro e che inizino a rispettare lavoratori e regolamenti». 

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