Il consiglio regionale del Veneto riconosce ufficialmente la lingua dei segni: soddisfazione bipartisan

Legge votata all'unanimità da maggioranza e opposizione: Liberi e Uguali e Fratelli d'Italia parlano di "giornata storica"

Una scelta che mette d'accordo tutti. Anche chi è agli antipodi a livello politico: la Regione Veneto ha ufficialmente riconosciuto la lingua dei segni LIS. Una decisione che ha messo davvero tutti d'accordo.

La gioia di Liberi e Uguali

Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) è stato tra i primi ad esultare: il Consigliere regionale è stato difatti il primo firmatario del PDLR n. 220 del 1 febbraio 2017, poi abbinato al PDLR n. 212 del 30 dicembre 2016 a prima firma Finco. “Oggi - esclama Ruzzante - è un giorno importante per il Veneto che finalmente riconosce la Lingua dei Segni Italiana: con il voto di oggi il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una legge che sostiene e valorizza l'abilità delle persone affette da deficit uditivo. Una legge che ha l'obiettivo di realizzare il diritto fondamentale di ogni essere umano ad esprimere sé stesso nella propria lingua e ad identificarsi con essa in piena parità con altre persone.Questa legge arriva al termine di un percorso condiviso tra maggioranza e minoranza, a partire dal mio pdl e da quello presentato dal collega Finco. Una norma importante che colma una lacuna legislativa, riconoscendo la LIS e ponendo le basi per una più completa risposta alle esigenze delle con deficit uditivo, ponendosi come base che consente di affrontare diversi aspetti della vita quotidiana che vanno dall'istruzione, all'inserimento lavorativo e all'accesso ai servizi della Pubblica amministrazione”.

La soddisfazione di Fratelli d'Italia

Anche Sergio Berlato e Massimiliano Barison plaudono all'approvazione della legge: "Con il provvedimento votato a larga maggioranza in Consiglio regionale sulle disposizioni per l’inclusione sociale, il riconoscimento e la promozione della lingua dei segni, la nostra Regione dimostra di essere particolarmente attenta verso chi vive una situazione di disabilità sensoriale. Questa legge regionale vuole essere punto di riferimento per le varie Istituzioni affinché si promuova una rete tra Enti, realtà private e mondo associativo con lo scopo di promuovere ogni forma di iniziativa migliorativa per le condizioni delle persone sorde, sordocieche, con disabilità uditiva in generale e con deficit di comunicazione. In modo particolare l’azione di inclusione sociale rivolta a queste persone deve tener conto di percorsi di facilitazione all’accesso al mondo del lavoro, ai mezzi di trasporto pubblici e ai servizi socio-sanitari. Non si tratta solo di promuovere l’insegnamento della lingua dei segni e la lingua dei segni italiana tattile, ma dotare la scuola degli strumenti più idonei perché fin dall’infanzia ci sia un approccio più incisivo nell’affrontare la disabilità sensoriale. E’ una sfida culturale che vuole mettere al centro la persona con disabilità, favorire ogni forma di comunicazione accessibile, mettere nelle condizioni chiunque di fruire dei servizi pubblici ed interagire con gli altri anche tramite l’utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione. Anche nella promozione di eventi culturali si deve avere la dovuta attenzione affinché tali eventi possano essere apprezzati anche da chi ha disabilità sensoriali".

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