Boara Pisani, la Lista 1 si appella alla prefettura: "Atteggiamento discriminatorio nei nostri confronti"

"Ripartiamo insieme per Boara" lamenta alcune violazioni da parte dell'Amministrazione uscente ricandidatasi per le prossime amministrative, tra cui la violazione di tre leggi che regolamentano l'imparzialità in periodo pre-elettorale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

"Violazioni palesi dell'art. 9 della Legge n. 28/2000 e dell'art. 97 che sancisce il principio di imparzialità dell'amministrazione nel periodo pre-elettorale". Sono queste le accuse mosse da Veronese e dai suoi candidati consiglieri nei confronti dell'Amministrazione uscente ricandidatasi per le prossime elezioni comunali. "Comportamenti che ci stanno discriminando e che", come fanno sapere dalla lista, "sono già stati segnalati alla Prefettura di Padova".

La prima "violazione" è rappresentata da "una lettera recapitata nei giorni scorsi a tutte le famiglie del Paese"; missiva che, come puntualizzano dalla Lista n. 1, "rappresenta un chiaro intento propagandistico effettuato con mezzi e personale comunale. Fatto grave: non riveste né il requisito dell'impersonalità né quello dell'indispensabilità". Una comunicazione, aggiungono, "non soggetta ad alcun termine di decadenza e che, pertanto, potrebbe venire comunicata anche all'infuori del periodo elettorale".

"Ci hanno anche negato l'utilizzo della Sala Civica comunale per presentare la nostra lista e le nostre idee". Un fatto che, dalla lista 1, definiscono "increscioso" in quanto "non solo è stato seguito dalla richiesta di pagamento di un canone che, seppur previsto dal regolamento di utilizzo della sala, non era stato portato a conoscenza durante la modifica dello stesso regolamento avvenuta il 16 marzo scorso in occasione del Consiglio Comunale: nel chiedercelo si sono messi, di fatto, contro la legge". Il riferimento è, nello specifico, alle norme contenute agli art. 19 comma 1 e art. 20 comma 1 della legge del 10 dicembre 1993 n. 51, poi richiamati anche nella Circolare del Ministero dell'Interno n. 23/2016. "Sono leggi che disciplinano l'uso dei locali comunali", spiegano dalla lista 1, "e che non possono essere fraintese: è stabilito che, in periodo di comizi elettorali, i comuni sono tenuti a mettere a disposizione dei partiti e dei movimenti che hanno preso parte alla competizione elettorale i locali di proprietà comunale senza oneri a proprio carico. Tale fondamentale diritto ci viene negato".

Infine, oltre a richiamare l'attenzione sulle "discutibili" modalità dell'inaugurazione della Golena Onari "Giaron" prevista per il 29 maggio, in quanto, come fanno sapere dalla lista non senza un certo sgomento, "verrà svolta con l'impegno di personale, mezzi e strutture della Pubblica Amministrazione contravvenendo, ancora una volta, alle norme di imparzialità richieste dal periodo di Campagna Elettorale", la quarta accusa si rifà ad un fatto avvenuto l'11 maggio, definito da Veronese e dagli altri candidati come un "esempio ulteriore dell'ostruzionismo col quale l'Amministrazione sta agendo nei nostri confronti, oltre che di cattiva gestione della cosa pubblica e della scarsa considerazione per i cittadini".

Come riportano infatti ancora increduli per l'accaduto alcuni candidati consiglieri, "l'11 maggio tre rappresentanti della nostra lista (Lista n. 1, ndr) si sono recati in Municipio per assistere alla pubblica adunanza che avrebbe dovuto svolgersi alle ore 15:30 per la nomina degli scrutatori. Una volta arrivati, l'amara sopresa: pur essendoci presentati in anticipo non abbiamo potuto assistere alle nomine poiché, a detta di alcuni membri dell'Amministrazione, la seduta non era pubblica oltre ad essere già stata svolta". Carte alla mano, i candidati consiglieri lamentano l'impedimento "in violazione dell'art. 6 Legge 95/1989, citata fra l'altro anche nello stesso comunicato dell'albo pretorio firmato dallo stesso Sindaco in data 9 maggio 2016 in cui si specificava che la seduta doveva essere svolta in pubblica adunanza".

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