rotate-mobile
Giovedì, 30 Giugno 2022
Politica

Casapound torna a colpire il leghista Marcato: «Ciao ciao consiglio comunale. Non frignare»

Uno striscione spuntato a due passi dal vecchio stadio Appiani. Tra i neofasciti e l'assessore regionale c'erano già stati screzi dopo la morte di Gino Strada, a cui lui aveva dedicato parole di stima

Neofascisti di nuovo contro il leghista Roberto Marcato. Nella notte tra il 19 e il 20 giugno, a pochi passi dal vecchio stadio Appiani, è stato appeso uno striscione contro l'assessore regionale della giunta di Luca Zaia. «Ciao ciao consiglio comunale: dai Marcato, non frignare» il testo scritto sul lenzuolo attaccato poi ai muri. Chiaro il riferimento alle recenti elezioni comunali, dove il sindaco Sergio Giordani ha vinto nettamente contro il candidato del centrodestra, Francesco Peghin. Dietro le parole di Casapound, si nasconde però una lettura diversa e, nello specifico, legata al risultato negativo della Lega. Il Carroccio infatti ha ottenuto appena il 7,3% delle preferenze, riuscendo a portare in consiglio comunale appena due esponenti, che tra l'altro all'interno del partito non sono considerati neanche leghisti. Parliamo dell'ex Forza Italia Eleonora Mosco e del "civico" Ubaldo Lonardi. Questo ha scatenato dure reazioni interne alla Lega, che ora è alla resa dei conti per trovare i responsabili della catastrofe elettorale. Tra i più "arrabbiati" c'è proprio Roberto Marcato, che da mesi aveva contestato non solo la scelta di Peghin come candidato ma anche le modalità, probabilmente contribuendo a demotivare una parte della Lega che (vista l'affluenza) sicuramente non è andata a votare o addirittura ha messo la croce sul simbolo legato a Sergio Giordani. Lui stesso era stato indicato da una parte della Lega come papabile tra i candidati da opporre all'uscente Giordani. E lui non si era tirato indietro. Probabilmente Casapound quindi vede in Marcato il colpevole della disfatta, oppure non ha ben chiaro chi siano i leghisti veramente scontenti del risultato del 12 giugno a Padova. Non è la prima volta che attaccano Marcato. Era già successo quando il sottosegretario leghista all’Economia Claudio Durigon aveva chiesto di intitolare un parco di Latina ad Arnaldo Mussolini. Marcato aveva replicato che non c'era spazio per i fascisti nella Lega, richiamando ovviamente le attenzioni di Casapound. Neofascisti che lo hanno poi rimesso nel mirino dopo la morte di Gino Strada, a cui Marcato aveva dedicato parole di stima e rispetto.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Casapound torna a colpire il leghista Marcato: «Ciao ciao consiglio comunale. Non frignare»

PadovaOggi è in caricamento