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Maria Giachi: «I principi che difendo in piazza sono i pilastri dell'istruzione. Non temo nessun provvedimento»

La professoressa, precaria, ha parlato in apertura della manifestazione: «Non indottrinare gli studenti ma dar loro gli strumenti affinché possano sviluppare una capacità critica e quindi saper valutare le questioni autonomamente»

L'appuntamento è per le ore 15. Se lo sono dati in tanti, nonostante la giornata insolitamete fredda per la stagione in corso. Circa in 300, poi durante il corteo qualcuno si aggrega. Ci sono, tra le sigle che hanno aderito, Cobas Scuola, Di.S.C. - Dipartimendo dei Saperi Critici, Marzolo Occupata, Asu, Collettivo Edera, Potere al Popolo, Pcl, Cucina Brigante, Facciolati 96, Il Picchetto e la rete sociale che porta avanti le istanze di Non Una di Meno, ma anche tanta gente comune. 

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Il pomeriggio si è aperto dalle parole di Maria Giachi, l’insegnante che è stata fermata in piazza durante la manifestazione antifascista non autorizzata del 29 marzo, che ha parlato al microfono. Dopo aver riassunto rapidamente quanto le è accaduto nelle due settimane intercorse tra la sera del 29 marzo e questo nuovo appuntamento, è entrata nel merito della questione scuola.  Ha messo l'accento sul ruolo dell'istruzione e ha evidenziato come «sia importante non indottrinare gli studenti ma dar loro gli strumenti affinché possano sviluppare una capacità critica e quindi saper valutare le questioni da soli». Davanti a lei il collettivo Non Una di Meno con striscioni e cartelli. Lontana dal microfono invece, ai giornalisti che li sono avvicinati ha rassicurato sul fatto che a scuola ha trovato solo tanta solidarietà e anzi nessuno le è stato avverso o ostile. «Sono una precaria e certamente ci tengo al lavoro e al mio lavoro, quello che sostengo, l'antifascismo, l'antisessismo, l'antirazzismo, sono principi che sono fondamentali siano presenti nella scuola, quindi non c'è nessuna contraddizione ad insegnare e a partecipare ad una manifestazione antifascista». 

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Il corteo  è stato anticipato da una serie di appuntamenti, come il presidio di sabato scorso in piazza Antenore di fronte la Prefettura e poi la delegazione dei Cobas scuola e la rete sociale che ha deciso di sostenerla e che ha accompagnato la stessa Maria Giachi dal provveditore agli studi lunedì 8, in via Cave. 

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