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Roberto Marinello: "Ricorso al Tar per il provvedimento sulle sale pubbliche? Contro chi, la Costituzione?"

Il consigliere di Coalizione Civica ha commentato così la notizia di un possibile ricorso al Tar contro il dispositivo approvato in consiglio comunale: "Si poteva fare anche prima"

“L’interrogazione che ha fatto Daniela Ruffini, l’ha fatta a nome di tutti noi di Coalizione Civica, anche su invito dell’Anpi, affinché si emanasse questo dispositivo che hanno tantissime città in Italia”. Torna a parlare del provvedimento votato in giunta martedì, Roberto Marinello. “Il problema non è nostro, ma di chi si richiama al fascismo. Questo è provvedimento che si fonda sulle leggi dello stato, come la legge Scelba altri articoli della costituzione. La nostra repubblica nasce dall’antifascismo e si fonda sull’antifascismo”.

Come funziona

“Chi chiede una sala comunale deve rispondere a una serie di domande a cui si aggiunge che chi chiede spazi pubblici deve rifarsi a questi valori. Ci sono sempre stati i movimenti fascisti, oggi è solo che si manifestano in maniera più evidente e spesso provocatoria. Lo avrei fatto votare anche prima delle elezioni, questo dispositivo, ma va bene anche così. L’importante è che ci sia”.

Il Tar

Cosa ne pensa del fatto che c’è chi pensa di rivolgersi al Tar? “Non vedo come si possa far ricorso al Tar. Contro cosa, la costituzione italiana? Tra le altre cose è già stato fatto un ricorso, credo a Brescia, e il tribunale lo ha rigettato. Perché si chiede una sala? Bisogna motivare al comune perché la si richiede. E’ soltanto una piccola cosa in più, che ha però ha un grandissimo valore ideale. Il comune di Padova, che nel suo statuto, all’articolo 3 comma 1, dice: il comune si rifà alle libertà fondamentali della costituzione italiana, ispira la sua azione ai valori di libertà e democrazia. Siccome il fascismo non si attiene a questo articolo, è tutto consequenziale. Ho forti dubbi che forze di estrema destra possano vincere un ricorso di questo tipo”.

Regeni, i curdi e padova

La nostra amministrazione, con molte iniziative, come la vicinanza alla famiglia Regeni e sostegno per trovare la verità, le iniziative sul disarmo e non ultima la solidarietà alla popolazione civile di Afrin, sta tentando anche di mettere sul tavolo temi che non è vero che non c’entrano con la nostra città. Quando si fa un intervento come quello di lunedì contro l’attacco della Turchia nel nord della Siria dove vivono per lo più curdi, in consiglio comunale qualcuno succede che qualcuno chiede cosa c’entra questo con Padova. Io credo invece che questo provvedimento ha proprio questa funzione, di richiamarsi a valori universali, che vanno oltre un luogo o un altro”.

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