Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Lorenzoni: «I medici padovani pagati meno di tutti i colleghi veneti»

Aumenti di circa 77 euro lordi al mese, cioè 2,5 euro lordi al giorno. Le consigliere Camani (Pd) e Ostanel (Veneto che Vogliamo): «I pazienti hanno il diritto che i loro medici restino nel luogo dove tutti si rivolgono quando pensano di avere un problema di salute serio, ovvero l'ospedale»

L'ex vicesindaco e oggi consigliere regionale, Arturo Lorenzoni

«Gli stipendi del personale in capo all’area sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Padova sono i più bassi di tutto il Veneto. Il rischio, concreto, è una fuga dei dirigenti medici verso strutture alternative all’ospedale. Questo, a cascata, danneggerebbe i cittadini».

La vicenda

Il portavoce dell’opposizione in consiglio regionale Arturo Lorenzoni, la consigliera regionale Pd Vanessa Camani e la consigliera regionale di Veneto che Vogliamo, Elena Ostanel, hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata alla giunta chiedendo all’amministrazione regionale di attivarsi celermente per equiparare le remunerazioni del personale sanitario nel territorio veneto.

Camani e Ostanel

«I pazienti hanno il diritto che i loro medici restino nel luogo dove tutti si rivolgono quando pensano di avere un problema di salute serio, ovvero l'ospedale» spiegano i tre consiglieri «ma con trattamenti differenti i professionisti stessi potrebbero decidere di trasferirsi in altre realtà maggiormente soddisfacenti in termini economici». Non basta secondo loro l’incremento dei fondi stanziato dalla giunta regionale a favore del personale del comparto e delle aree dirigenziali dell’Azienda Ospedaliera di Padova (circa 860 dipendenti): complessivamente, 2.2 milioni di euro euro per il 2020 e altrettanti per il 2021 e nel 2022. Aumenti di circa 77 euro lordi al mese, cioè 2,5 euro lordi al giorno: «Peraltro – aggiungono - tali fondi regionali non sono stabili, non esiste alcuna garanzia che in futuro vengano reinseriti a bilancio. La Giunta è tenuta a dare delle risposte certe rispetto a dei compensi che, per quanto riguarda il personale sanitario veneto, non dovrebbero essere così differenti. Tutti abbiamo riscoperto l’importanza dei nostri medici durante la pandemia – concludono i tre consiglieri – ed è giusto che il loro lavoro venga riconosciuto in maniera adeguata. Proprio per il bene dei cittadini stessi».

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