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Microcamera nell'ufficio comunale, Peghin: «Mi auguro che non emergano profili di illegalità»

«È insostenibile la posizione non da imprenditore e non da sindaco dell'attuale primo cittadino, che manifesta la sua durezza eventuale contro i possibili colpevoli di reati senza assumersi neanche un grammo di responsabilità»

«So molto bene che un'inchiesta non è di per sé una condanna. Anzi. Mi auguro per il bene della nostra città e dell'onorabilità del Comune che la rappresenta che non emergano profili di illegalità dall'inchiesta sugli appalti della Giunta Pd e Giordani che scopriamo oggi essere in corso da tempo. Qualora dovesse essere verificata anche la minima prova di distorsioni dalla regolarità delle procedure sugli appalti, il problema sarebbe però di tutta l'amministrazione e di chi l'ha guidata in questi anni. Come imprenditore posso delegare, ma sono io a dover governare i processi interni e ad averne meriti insieme ai miei collaboratori se vanno bene le cose e colpe se vanno male. E così sarà con me da sindaco. In questo senso è insostenibile la posizione non da imprenditore e non da sindaco del sindaco del Pd che manifesta la sua durezza eventuale contro i possibili colpevoli di reati senza assumersi neanche un grammo di responsabilità»: questo il commento di Francesco Peghin, candidato del centrodestra alle prossime elezioni comunali, in merito al ritrovamento di una microtelecamera nell'ufficio di un dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Padova.

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