Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Migranti, Anci convoca i sindaci ma in troppi disertano

I sindaci leghisti che rifiutano l'accoglienza diffusa non hanno partecipato all'incontro indetto dal presidente di Anci Veneto, il sindaco di Treviso, Mario Conte. Hanno partecipato 149 sindaci su 563 in tutta la Regione.

I sindaci leghisti che rifiutano l'accoglienza diffusa non hanno partecipato all'incontro indetto dal presidente di Anci Veneto, il sindaco di Treviso, Mario Conte. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino appena 149 sindaci su 563 hanno risposto all'appello, in tutta la Regione. Non deve essere facile per Conte far combaciare quelli che sono gli obblighi istituzionali rispetto a quelle che sono le direttive del partito, che per voce del segretario regionale Alberto Stefani non sono affatto favorevoli al Sai. Interessante notare che chi si è schierato con la segreteria fa parte quel pezzo di partito che non gradiva la scelta di Stefani in quel ruolo. Conte non vuole credere al boicottaggio anche perché alcuni sindaci della Lega erano collegati, l'incontro era in videoconferenza. La questione però va al di là della Lega, che resta comunque il primo alleato di Fratelli d'italia alla guida del paese. Ed è da Roma che arrivano e arriveranno le decisioni. Quello dell'accoglienza diffusa è un argomento molto sentito, in un momento in cui gli arrivi di rifugiati e richiedenti asilo sono arrivati a numeri che non si registravano dal 2017, l'anno record per quanto riguarda gli arrivi. «Quando si parla di migranti non si può certo dire che si tratta di una emergenza, visto che sono vent'anni che siamo di fronte questa situazione», dice Riccardo Mortandello sindaco di Montegrotto. «Qui il Sai, l'accoglienza diffusa, funziona da un po'». Accoglienza diffusa che però deve tenere conto dei numeri, in questo senso l'esempio di Battaglia Terme è tutto fuori che virtuoso, come abbiamo raccontato qualche giorno fa incontrando il sindaco Momolo

«Il tema dei migranti e la gestione dei flussi in arrivo occuperà il dibattito a lungo, nei prossimi mesi. L'accoglienza diffusa è l'unica strada, per evitare i disastri degli hub e la distorsione di cooperative attente solo al business, di cui pare non manchino esempi residui anche nel nostro territorio».  Elena Ostanel, consigliera regionale del gruppo Il Veneto che Vogliamo, è netta sulla questione: «Dobbiamo sgombrare il campo dalle ipocrisie. La commozione per i 41 migranti morti annegati nel nostro mare (quelli dell'altro giorno al largo di Lampedusa: solo un po' più lontano dalla spiaggia delle vacanze e quindi meno aspri da digerire per l'opinione pubblica?) e le barricate leghiste contro l'accoglienza diffusa e il dare ospitalità a un migrante ogni mille abitanti (e magari insegnargli un lavoro e renderlo utile alle nostre aziende) sono purtroppo due dei lati di una stessa medaglia multisfaccettata. Che vuole far convivere il cordoglio ipocrita per i morti nei barconi e l'ostinazione nel rifiutare a priori qualsiasi protocollo di gestione dei flussi». La consigliera è molto dura con la Lega sulla questione: «Siamo totalmente in disaccordo con quei sindaci leghisti che non partecipano alla videoconferenza dell'Anci sul tema, restando sulle barricate e scaricando la faccenda su prefetture e ministero (retto peraltro da un loro collega di partito) come se fosse sganciata dalla realtà del 2023. Diciamo le cose come stanno: la Lega oscurantista e radicalizzata sta dipingendo il Veneto, che è peraltro una delle regioni italiane cui spetta una delle percentuali minori di migranti da accogliere, di una vernice di egoismo e intolleranza.  Sui migranti siamo compassionevoli quando annegano a duemila km dal nostro cortile e siamo feroci quando ne arrivano due di numero nel nostro paesello? È questo il Veneto che la Lega con il paraocchi vuole costruire?».

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