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Martedì, 5 Luglio 2022
ELEZIONI 2022

Mobilità gratuite in fasce orarie morbide, minibus elettrici e genitoralità, le proposte degli under 40 di Giordani

Presentate le idee di Padova Futura, la lista dei giovani a sostegno del sindaco

Padova Futura per Giordani Sindaco ha esposto tre idee rivoluzionarie per dare un volto nuovo alla città, accelerando il percorso iniziato dall’amministrazione Giordani.

Paternità e supporto alla genitorialità

Alessia Casotto, candidata in Padova Futura e consigliera dell’Ordine degli Avvocati, ha esposto una prima idea della lista: «L’obiettivo che ci poniamo è superare un limite tutto italiano: la disparità tra la maternità e la paternità nel nostro paese. La nostra lista si impegnerà per supportare la genitorialità, in particolare abbiamo in mente strumenti che il Comune può mettere in atto, a partire da un supporto economico per almeno 2 mesi per i padri, che è di gran lunga superiore ai soli 10 giorni garantiti ad oggi dalla legge italiana. In particolare Padova Futura impegnerà il Comune, nelle sue competenze, a ridurre il divario di genere stanziando fondi per garantire a tutti i lavoratori residenti nel Comune di Padova di poter dedicare tempo alla paternità. Se stimiamo un reddito annuale medio di 22.000 euro per 2 mesi di paternità a supporto dei genitori dei 1300 nuovi nati ogni anno nel Comune di Padova, abbiamo stimato 5 milioni di euro di investimento da parte del Comune per tutti: genitori e famiglie monogenitoriali. Come Padova Futura vogliamo dare un segnale al Governo: non possiamo continuare coi 5 mesi per le madri rispetto ai 10 giorni per i padri. Se vogliamo ridurre il gap anche nel mondo del lavoro, è la politica che deve muoversi. E da Padova daremo un primo segnale, invitando altri Comuni a farlo, per spingere il Governo a una decisione coraggiosa. Se si trovano i fondi per spese militari, a maggior ragione saremo in grado di allungare la paternità, avvicinandoci ad altri paesi più avanzati di noi in questo senso. Vogliamo dare un segnale forte, rispetto a tanti palliativi, proponendo invece iniziative come questa, per ottenere una vera parità di genere anche nel mondo lavorativo»

Minibus elettrici con biglietto unico

Il capolista Enrico Fiorentin, ingegnere gestionale e già consigliere comunale delegato ai progetti europei, lancia un’idea completamente nuova: «Le normative nazionali del Tpl  parlano in maniera esplicita di mezzi che, in fin dei conti, “invitano” le città a dotarsi di linee di tram. Le linee vincolate, in cui crediamo, non sono però sufficienti a coprire l’intera mobilità cittadina. Mobike, monopattini, car sharing e altri mezzi vengono utilizzati da alcune fasce della popolazione, però diverse zone della città sono scoperte. Dobbiamo garantire a tutti i cittadini una capillare diffusione di minibus a supporto delle linee di tram. Infattibile dal punto di vista normativo? Neanche per idea: il Comune farà un nuovo appalto. Le tratte non coperte dall’attuale sistema pubblico a Padova (in gestione a Busitalia) devono essere garantite con 400 minibus frequenti, elettrici e a sistema non vincolato. Padova sta già testando una tecnologia di questo tipo, grazie al progetto europeo “Sprout” che ha permesso di testare in città i moduli elettrici di “Next”, minibus inventati da un padovano che sono stati presentati nei mesi scorsi in fiera e in Prato della Valle. In Europa esistono altre tecnologie di questo tipo, ad esempio Holo, che si è diffusa con successo in Norvegia. E dal punto di vista economico? È un bell’investimento. Ma questa è la vera svolta per la città: un sistema pubblico integrato di tram, minibus e altri mezzi, renderà finalmente sconveniente alle persone usare l’auto propria. Prendiamo Next: un minibus costa circa 120.000 euro. Se lo paragoniamo alle tratte vincolate, stimato in 40 milioni di euro il costo di una linea di tram, 333 moduli Next costano come una linea di tram. Il Governo capirà la nostra esigenza e sosterrà anche questo finanziamento. E se non troveremo i soldi dai fondi nazionali, esiste la possibilità di fare convenzioni con privati. In Europa sono sempre più frequenti le “ppp” (private-public partnership): e anche sui fondi europei abbiamo maturato una grande esperienza, reperiremo lì i fondi dove non ci fossero a bilancio»

Mobilità pubblica "gratuita"

Giulia Frigo, membro della Consulta 2 Nord Arcella, responsabile del tavolo Territorio-Urbanistica-Verde, completa le proposte sulla mobilità con due novità rivoluzionarie: «Il Comune prevede riduzioni per alcune categorie ma ad oggi si è sempre escluso di rendere gratuiti i mezzi nelle fasce orarie più scariche. Seguendo l’esempio di altre città come Genova, proporremo la gratuità dei mezzi pubblici dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 20.00 in poi di tutti i giorni. È poi da 15 anni che si parla delle nuove linee di tram. È ora che le persone possano finalmente testare queste tratte: con un investimento poco invasivo delle casse comunali, avvieremo presto una sperimentazione notturna. Dalle 24.00 alle 3.00 di tre giorni a settimana, attiveremo i bus sostitutivi del tram su tutte le direttrici: Arcella-Stazione, Stazione-Pontevigodarzere, Stazione- Voltabarozzo, Ponte di Brenta-Stazione e Stazione-Brentelle. Ultima corsa alle 2.15. In ognuna delle 5 tratte indicate, il Comune investirà 150.000-200.000 euro/anno per attivare 4 bus funzionanti nell'orario 0-3 per 3 giorni a settimana, garantendo un bus ogni mezz’ora. Il calcolo deriva dal prodotto dei seguenti dati forniti da Busitalia: 4 bus * 3 ore * 20km/h * 3 gg/settimana * 52 settimane * 4 euro/h = 150.000 euro/anno (valore cautelativo), per un totale di meno di 1 milione di euro di investimento complessivo. Quali bus verranno utilizzati? Quelli attuali e quelli elettrici in fase di acquisto in queste settimane. Del resto, allo stato attuale, di notte i bus sono fermi. Quante persone potenzialmente muoviamo in un anno in ciascuna tratta? 4 bus * 80 persone * 3 ore * 2 (andata/ritorno) * 3 gg/settimana * 52 settimane * 5 tratte = 1.500.000 persone/anno Dopo tanto tempo, è necessario dare concretezza ai cittadini che finalmente potranno assaggiare il percorso delle linee del tram del sistema Smart. Con qualche piccola variazione, perché Sir3 ad esempio passa per via Facciolati e non per il nuovo ponte che verrà costruito».

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