Politica San Giorgio delle Pertiche

Il 31 luglio 2017 moriva Gezim Haka: a due anni dalla tragedia le morti sul lavoro restano in costante aumento

Da quel luglio 2017 tanti lavoratori sono morti e sia nel 2017 che nel 2018 il Veneto ha registrato un numero di vittime altissimo. In Italia si è arrivati a 1133 morti sul lavoro nel 2018, di cui 69 in Veneto

Due anni fa, il 31 luglio 2017, moriva Gezim Haka, operaio della Unicka di San Giorgio delle Pertiche, colpito alla gola da una scheggia schizzata via dal macchinario che utilizzava da una vita. Un macchinario che potenzialmente avrebbe potuto non essere sicuro, come infatti è stato dimostrato e che dopo la morte di Gezim ha visto installare da parte della ditta alcuni schermi di protezione.

Tribunale

Nonostante questo però a ottobre 2018 il tribunale ha sentenziato che l’unico colpevole della morte di Gezim, che ha lasciato una moglie e due figlie, è proprio l’operaio stesso. Fortunatamente un ricorso è in attesa di responso e si spera che la giustizia faccia il suo corso, questa volta tenendo conto di ogni punto di vista. Mercoledì 31 luglio, in ricordo del loro collega i dipendenti della Unicka osservano 10 minuti di fermo dal lavoro e si recheranno sulla tomba di Gezim per stare accanto alla famiglia e per onorarne la memoria insieme ai suoi cari.

2017

Da quel luglio 2017 tanti lavoratori sono morti e sia nel 2017 che nel 2018 il Veneto ha registrato un numero di vittime altissimo. In Italia si è arrivati a 1133 morti sul lavoro nel 2018, di cui 69 in Veneto, arrivata ad essere la seconda regione per incidenti mortali sul lavoro dopo l’Emilia Romagna; mentre nel 2017, anno della morte di Gezim, il Veneto si posizionò al terzo posto con 61 decessi dopo Lombardia e Piemonte, con un totale di 1019 vittime sul territorio nazionale.

2019

Questo 2019 non sta andando affatto meglio e il trend negativo è in netta ascesa visto che l’Inail ha dichiarato 482 morti sul lavoro nei primi 6 mesi dell’anno: il 2,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2018 per un totale di 13 persone in più decedute durante l’orario di lavoro fra gennaio e giugno 2019. Questa cifra è purtroppo già aumentata visto che in questo mese, soprattutto a causa delle alte temperature e delle mancate precauzioni rilevate, sono morti diversi operai, muratori e braccianti in tutta Italia, fra cui neanche una settimana fa Ferruccio Cillo di 67 anni, morto in un cantiere stradale a Pozzonovo, nonostante il tremendo connubio fra tasso di umidità, alte temperature e il non trascurabile dato dell’età, che avrebbe dovuto vederlo già “sicuro” in pensione e non a lavorare per strada sotto il sole delle 11 del mattino.

Fiom

«I morti sono in aumento - spiegano dalla Fiom - in questi due anni e, com’è tristemente verificabile dai dati, la situazione va peggiorando e nulla viene fatto né a livello nazionale né regionale per invertire la rotta. L’aumento del numero degli ispettori Spisal promesso da Zaia non c’è stato e contemporaneamente Di Maio ha tagliato i fondi per la prevenzione degli infortuni».

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