Movida, passano le proposte di Bressa: «Dobbiamo far convivere tutela della salute e ripartenza economica»

«Non dobbiamo cadere nel tranello della generalizzazione: vale per i giovani come per gli esercenti. I pochi eccessi circoscritti, pensiamo ad andare avanti. I plateatici e gli steward porteranno subito risultati tangibili»

L'assessore Antonio Bressa ha parlato anche oggi alla stampa, interrogato su questa prima settimana post lockdown che ha evidenziato criticità prevedibili ma nonostante questo non di facile soluzione. Ma è la vicenda "movida" quella che sta scaldando maggiormente il dibattito e per questo l'assessore al commercio ha proposto due soluzioni che sono state recepite dagli esercenti: servire solo chi è seduto se si dispone di un plateatico e dotarsi di steward professionisti per evitare assembramenti: «Questa mattina abbiamo avuto un'incontro di coordinamento in Prefettura con le varie forze dell'ordine per capire come meglio gestire in questo momento la cosiddetta "movida". Innanzitutto posso dire che abbiamo escluso provvedimenti restrittivi di carattere generico per i locali perché non è giusto che per le esagerazioni di qualcuno siano tutti a pagarne le conseguenze. Dopodiché, visto l'avvicinarsi del weekend abbiamo condiviso l'idea di un presidio fisso da parte delle forze dell'ordine nelle zone più "calde", accompagnato anche da personale della protezione civile e della croce rossa che facciano sensibilizzazione sui corretti comportamenti da adottare. Le indicazioni che ho dato ieri sono quindi state condivise anche al tavolo: per evitare fenomeni di assembramento (e i conseguenti provvedimenti) i locali puntino sul servizio esclusivo al tavolo disponendo correttamente le sedie, nonché sull'utilizzo di assistenti alla clientela per chiedere distanziamento fisico e corretto uso della mascherina. Ma nelle zone più critiche è opportuno che siano steward professionisti».

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I giovani, facciamo notare all'assessore, sono stati messi all'indice, in tanti hanno attaccato generalizzando e forse, aggiungiamo noi, c'è stato un eccesso di moralismo nel giudicarli: «Il lunedì dopo il lockdown è stato lo stesso ovunque. Ci sono stati degli eccessi, rari, isolati, ma per il resto è tutto andato nella maniera migliore. E' una fase complicata perché bisogna combinare la sicurezza dal punto di vista della salute e allo stesso tempo incentivare la ripartenza economica. Ci sono delle norme che sono quelle anti assembramento e devono essere rispettate, bisogna mantenere un distanziamento minimo. Ci dobbiamo convivere con questo problema, l'emergenza Coronavirus non è ancora finita».

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L'apertura all'uso dei plateatici e il consiglio di utilizzare uno steward è stato raccolto: «Tutta la normativa anti covid ruota attorno a un semplice concetto: non si possono creare assembramenti. Questa mi sembra per il momento la migliore soluzione. Poi è chiaro che chi ha disposizione un plateatico perché è più facile con le persone sedute. Per questo si è tornati anche a parlare dei parchi e giardini estivi come possibile soluzione: «È stato posto il tema della de-localizzazione in altre aree pubbliche di quei locali che non hanno ne posti all'interno, ne plateatico, e che potrebbero essere affiancati a varie iniziative ricreativo-culturali. Ci stiamo lavorando, ma non è ancora il momento di questo tipo di manifestazioni ed eventi. Almeno fino al 15 giugno le norme non le consentono ed in ogni caso dobbiamo procedere gradualmente e con la necessaria prudenza. Per il momento questo è tutto. Serve ancora pazienza e soprattutto senso civico e rispetto delle regole». 

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