Il Movimento 3V e i nemici pubblici: cronaca di una domenica particolare

Dicono di non essere negazionisti ma dal palco attacchi a Zaia, a Crisanti e ai giornalisti. Criticano chi li definisce "complottisti" ma parlano di Bill Gates come colui che controlla il mondo

Che ci fosse un clima ostile nei confronti della stampa si è capito immediatamente, appena messo piede in Prato della Valle. La manifestazione è organizzata dal Movimento 3 V, sul palco si succedono tra gli altri anche i parlamentari, ex M5S, Sara Cunial e Maurizio Romani. La prima è una grande sostenitrice di complotti orditi per lo più da Bill Gates che con i suoi vaccini vuole ridurre la popolazione mondiale o almeno questo sostiene la deputata. Maurizio Romani, anche lui arriva dai 5 Stelle, è un medico “chirurgo omeopata”, che detta così è già una contraddizione in termini. Presente anche il candidato alla presidenza del Veneto, il veterinario  e conduttore radiofonico, Paolo Girotto.

Numeri e giornalisti

La manifestazione ha richiamato persone dalla Toscana e dall’Emilia Romagna oltre che dal Veneto. Certo, vista dal palco può sembrare una folla sterminata mentre dalla piazza si ha una visione più oggettiva. Poi sui numeri si può sempre discutere ma cinquecento persone c’erano di sicuro. Tante bandiere, striscioni e slogan. Bersagli preferiti i “poteri forti”, Bill Gates più di Soros, va detto, contro le multinazionali del farmaco, i politici che hanno imposto la “dittatura sanitaria” e naturalmente i giornalisti, servi e proni al sistema. Tutti messi in un unico grande calderone, tutti uguali, senza differenze. Tutti schiavi. Con la mascherina per di più.

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Chi scrive è stato suo malgrado uno dei protagonisti della vicenda, insieme al collega Alessio Lasta de La 7 e la sua troupe, di cui molti media hanno parlato: l’aggressione e l’allontanamento dei giornalisti dall’area del palco. Va detto che in questo mestiere va messo in conto che non è scontato che sempre ci vengano spalancate le porte e che le persone siano sempre disponibili a rispondere a qualsiasi domanda. Quando però si tratta di una manifestazione pubblica non si può chiedere ai giornalisti di non fare il loro lavoro, che è poi documentare, riportare. E’ lecito quindi domandare, chiedere, non è altresì scontato ottenere risposte. Impedire però di muoversi, accerchiare i giornalisti, spintonarli per impedirli di filmare e porre questioni invece non si può fare. A maggior ragione poi quando la manifestazione indetta ha come slogan "libertà". Neppure allontanarli a spintoni, sgomitando come si avesse a che fare con chi lo sa chi. Andrebbe poi fatto notare che anche mettere le mani sulle telecamere o sugli smartphone non va fatto e che per chi parla di libertà praticare la censura è decisamente un controsenso. Nello specifico, si parla di degli spintoni e un atteggiamento provocatorio, questo sì, da parte della security con gilet arancioni ovviamente privi di mascherine e incuranti di qualsiasi misura di precauzione. Loro come tutti i partecipanti alla giornata. Anzi, a chi indossa la mascherina, che poi sono i giornalisti, tanti insulti anche molto creativi e originali.

Complotti

Ci tengono a dire che non sono “complottisti”, ma dal palco si fa riferimento a scenari che neppure il miglior sceneggiatore di spy story, ci tengono a dire che non sono “negazionisti” ma poi sempre dal palco attacchi al professor Crisanti che sarebbe colui che ha imposto i tamponi per fare un favore alle multinazionali insieme a «Luca Zaia che in realtà è del Pd». Hai voglia poi ad accusare la stampa di manipolare, ma queste frasi si sono sentite eccome. Dal palco e poi riprese dalle persone in piazza. Anche per quanto riguarda i vaccini ci tengono a dire che non sono "no vax" però lo stesso non li vogliono anche perché vengono usati per controllare le persone: «Col vaccino ti impiantano un microchip e ti controllano», ripetevano in tanti dopo averlo sentito anche dal palco.

Sensibilità

Certo anche tra i presenti ci sono diverse sensibilità e sarebbe sbagliato giudicare come un monolite la piazza in Prato, sottovalutare un sentimento comune condiviso, anche se da una minoranza, della popolazione. Altra considerazione che andrebbe fatta è che poi, quando alcuni degli organizzatori ha risposto alle domanda della stampa dopo i minuti di tensione tra le parti, cambia completamente atteggiamento di fronte a microfoni, taccuini e telecamere. Da aizzatori di folla diventano tutti magicamente agnellini e anche i toni sono decisamente più moderati.

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Bocelli e Pinelli

Una considerazione sui giorni che stiamo vivendo va comunque fatta. Che il Movimento 3 V non sia imparentato con chi è andato in piazza a Roma sabato 5 è probabilmente un fatto ma è ampio il ventaglio di persone che hanno messo in discussione la presenza del virus, la sua pericolosità e di conseguenza le iniziative messe in atto per contenerlo. Personaggi pubblici famosi come Vittorio Sgarbi, che ha cambiato idea solo ultimamente, dopo il ricovero di SIlvio Berlusconi, hanno organizzato in Senato un convegno che è passato alla storia per la brutta figura che ha fatto il cantante Andrea Bocelli con le sue esternazioni. Una fortuna per tutti gli altri partecipanti, c’era tra gli altri anche l’importante avvocato padovano Fabio Pinelli tanto per restare nel locale, che hanno avuto la fortuna di essere “oscurati” dalla figuraccia della star e hanno evitato di finire nel calderone mediatico di quelli che il Covid non c’è o che è sospesa la democrazia. Detto questo però, proprio in un momento difficile dove servono informazioni chiare che siano effettivamente di aiuto alle persone, forse spargere dubbi su tutto e tutti non è detto che sia proprio quello che ci vuole. Insieme a una sana prudenza, nei comportamenti e nelle parole. Le urne, i 3V sono presenti in diverse regioni, ci diranno quanta presa reale hanno sull'elettorato. 

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