Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica Portello

Naviglio 2021, l'associazione Portello Viva scrive alle autorità cittadine: «Non pretendiamo la chiusura ma regole rigide»

«Abbiamo già avviato una raccolta firme tra le attività economiche del quartiere compresi i bar e ristoranti che pagano tutto l'anno affitti, bollette e spese e si ritrovano poi una concorrenza sleale con prezzi al ribasso»

La manifestazione dovrebbe riprendere ad aprile dopo un anno di stop, ma c’è chi all’idea è davvero contrariato tanto da scrivere una lettera a tutte le autorità cittadine e alle associazioni di categoria. Dal Sindaco al Prefetto, dal Rettore al Questore, tutti hanno ricevuto questa lettera che pubblichiamo integralmente. La missiva è partita dall’associazione Portello Viva che spiega perché, a maggior ragione quest’anno, sono preoccupati dalla presenza della kermesse.

Portello

«Totalmente inascoltati - scrivono nella lettera - dall’amministrazione del Comune di Padova sulla situazione di pericolo e degrado che versa l’area, a seguito dell’abbandono della terrazza in legno lunga 500 metri e larga 11, ormai marcita dalle intemperie e che tra pochi mesi sarà di nuovo sottoposta al peso di migliaia di persone, ora si ripropone la manifestazione come nulla fosse cambiato per le attività economiche del quartiere che versano in una situazione drammatica da un anno di chiusure e pandemia, in un particolare quartiere che vive di università e universitari. La manifestazione in oggetto è nata ed è stata creata 15 anni fa per alleggerire la pressione della movida in centro storico e nelle piazze, l’amministrazione del tempo obbligava a chiudere le attività di somministrazione in centro spostandole in viale Colombo, facciamo presente che oggi solo alcuni dei gestori dei chioschi al Naviglio ha attività invernali, è evidente che è solo quindi un evento di lucro senza nessuno scopo sociale o benefico, ciò stride con le concessioni delle aree Comunali che devono essere rilasciate per legge ad Associazioni non a scopo di lucro e con obbiettivi sociali chiari e riscontrabili da programmi condivisi e obbiettivi raggiunti, condannando di fatto il nostro quartiere di serie b a convivere per 4 mesi all’anno con orde di ubriachi, schiamazzi notturni, risse, spaccio incontrollato di droga e le strade ridotte a orinatoi, oggi questo non è più accettabile! Se da una parte abbiamo accettato di cadere nel degrado per 15 anni, con migliaia di appelli, riunioni, assemblee e denunce per fare sì che il centro storico fosse salvato da tali nefandezze dall’altra abbiamo un gruppo di imprenditori senza scrupoli che pensano solo agli incassi, vendendo alcolici di ogni genere e tipo dalle 15 del pomeriggio a notte fonda in barba alla locazione nella quale si trovano, letteralmente sotto le aule universitarie dove si svolgono le lezioni».

Raccolta firme

«Abbiamo già avviato una raccolta firme tra le attività economiche del quartiere compresi i bar e ristoranti che pagano tutto l’anno affitti, bollette e spese e si ritrovano poi una concorrenza sleale con prezzi al ribasso gestita da imprenditori che parassitano come cavallette il lavoro, proprio quando la stagione si apre e concede un po’ di respiro alle attività in affanno, senza contare la promozione di feste a tema dove si incentiva il consumo di alcolici. Non pretendiamo la chiusura della manifestazione ma una sua seria regolamentazione, in primis la somministrazione degli alcolici dopo le h 21 per tutelare i minori del quartiere che frequentano regolarmente il parco di viale Colombo ed esposti continuamente alla tentazione alcolica e tutelare gli studenti universitari, impegnati nei mesi di aprile, maggio e giugno con sessioni d’esame e conseguimento delle lauree, in secondo luogo chiediamo che gli orari di apertura dell’evento sia spostato alle 19 per lasciare in pace chi ha il diritto di usufruire delle aule universitarie e i suoi servizi senza incombere in gruppi di ubriachi o fare lo slalom tra migliaia di tavoli e sedie che impediscono l’accesso agli istituti Chiediamo, come per legge regionale obbliga, che la musica sia accesa alle 21 così che le lezioni siano finite e spenta alle h 00, spenta intendiamo spenta, per darci la possibilità di aprire le finestre in piena estate con 40 gradi. Chiediamo che la manifestazione sia chiusa alle h 01 della notte perché siamo certi che sia un orario accettabile, visto che il deflusso dura perlomeno un’ora dalla chiusura e in quartiere c’è chi al mattino alle 7 si alza per andare a lavorare». Richieste «Chiediamo che venga seriamente tutelata la sicurezza della manifestazione e dei suoi avventori e che vengano rispettate le prescrizioni, più volte negli anni scorsi abbiamo evidenziato che con migliaia di persone, in un area di 20mila mq, gli addetti alla sicurezza erano al massimo uno o due persone, sebbene dal settore commercio venivamo informati che le prescrizioni ne prevedevano minimo 12 addetti, questo è inaccettabile in caso di incendio o altro evento di pericolo, perché si parla tanto di prevenzione ma poi bisogna sempre aspettare il fatto gravoso per intervenire. Richiediamo come negli anni scorsi un servizio di sicurezza, pagato dalla manifestazione, anche nelle strade limitrofe alla manifestazione, non siamo più disposti a passare le notti insonni perché migliaia di persone vengono a urinare, cantare, urlare fino a mattina sotto le nostre finestre Chiediamo il coinvolgimento delle Associazioni di categoria per gestire e selezionare al meglio le attività all’interno dell’evento, in particolare dare spazio a bar e ristoranti esistenti tutto l’anno, magari prediligendo attività esistenti in quartiere Infine ma non per ultimo, chiediamo al Sig. Sindaco che venga individuata al più presto un area in città idonea per questo tipo di manifestazioni, fuori da condomini e case, fuori dal quartiere universitario, ci sembra perlomeno normale godere del diritto al riposo e alla salute a fronte del puro business di 8 chioschetti che possono essere locati in aree più adeguate».

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