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Lunedì, 27 Giugno 2022
Politica

«Negozi sfitti gratis per esporre opere d'arte»: la proposta di Innocenti (TornaPadova)

«I negozi sfitti sono cicatrici sul volto della nostra città: ci mandano un messaggio di crisi, di fatica e difficoltà, tutti problemi esistenti a cui occorre reagire»

Il tema dei negozi sfitti è di grande attualità purtroppo e non solo a Padova. Fra e-commerce, pandemia e crisi economica solo di recente 3.000 botteghe hanno dovuto chiudere definitivamente qui in città, stando a dati Confcommercio. TornaPadova ha presentato diverse soluzioni per porre rimedio al problema: dall’abbattimento per almeno tre anni delle tasse comunali (Imu, Tari) a chi apre attività in zone della città che stanno soffrendo particolarmente, sino al microcredito. 

La proposta

Oggi la proposta si concentra sulla creazione di una convenzione fra Comune e privati per far vivere quegli spazi vuoti, attualmente in attesa di una nuova attività. Lorenzo Innocenti, candidato sindaco, e Pietro Loteni, candidato consigliere comunale: «I negozi sfitti sono cicatrici sul volto della nostra città. Ci mandano un messaggio di crisi, di fatica e difficoltà. Tutti problemi esistenti, a cui occorre reagire. Non risolutivo, ma molto diverso sarebbe vederli con le vetrine riempite di opere d’arte magari. La bellezza va mostrata e la nostra città, dal suo centro storico ai quartieri, deve iniziare a trasmettere un’immagine diversa di sé a chi la visita. Quello che proponiamo come TornaPadova è di avviare allora una collaborazione fra il Comune e i proprietari degli spazi sfitti che siano interessati al progetto. I privati mettono a disposizione le vetrine dei loro negozi e il Comune promuove dei bandi per attrarre artisti locali di talento che vogliano esporre gratuitamente le proprie opere nelle vetrine di questi spazi. Si potrebbero organizzare delle mostre anche, sempre patrocinate dal Comune. L’effetto sarebbe completamente diverso: al posto di mensole vuote e impolverate si vedrebbero quadri, sculture, installazioni, colori. Sarebbe nell’interesse degli stessi proprietari mostrare il proprio immobile per come potrebbe essere se un’attività fosse installata lì. È una cosa questa semplice da avviare e che potrebbe dare risultati importanti a livello di immagine della città intera. Una iniziativa che potrebbe contribuire anche a ravvivare un panorama artistico che cresce dal basso, ma che fatica a trovare palcoscenici importanti in città. Ricordiamo sempre che Maurizio Cattelan, uno degli artisti più conosciuti e considerati al mondo è padovano, ma a Padova non ha mai esposto perché evidentemente non ha trovato qui il contesto adatto per esprimersi. Basti pensare che per realizzare la sua prima mostra dovette andare a Bologna. E proprio a Bologna un progetto simile a quello che proponiamo è stato avviato di recente, su iniziativa della Fondazione Rusconi».

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