Niente numero legale, salta il consiglio comunale e parte il valzer delle responsabilità

La maggioranza: «Il consiglio odierno era stato convocato per garantire democraticamente la discussione di un argomento chiesto proprio dalle minoranze e a mancare sono loro». L'opposizione: «Gestione teocratica delle istituzioni»

Niente numero legale, salta il consiglio comunale che avrebbe dovuto aprirsi con la discussione sulle iniziative da prendere nella Fase 2 proposta dalla minoranza: «Valutiamo il comportamento delle opposizioni che hanno fatto mancare il numero legale stasera tramite pura tattica assolutamente stupefacente, irresponsabile verso la Città, oneroso per le casse del Comune e poco rispettoso per i collaboratori dell’ente. Ricordiamo infatti che il consiglio odierno era stato convocato soprattutto per garantire democraticamente la discussione di un argomento chiesto proprio dalle minoranze in autoconvocazione sui temi dell’emergenza Covid. A differenza di quanto accadeva con la Giunta Bitonci e la relativa maggioranza, laddove le richieste delle opposizioni venivano sistematicamente e scientificamente cestinate, la maggioranza intendeva discutere tutti gli argomenti all’ordine del giorno anche vista le delicatezza dei temi legati al Covid e in quello spirito di necessaria unità e responsabilità verso i cittadini che esigono le riflessioni su questa drammatica emergenza».

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Un autogol delle opposizioni, per la maggioranza: «Purtroppo le opposizioni hanno affossato un consiglio voluto da loro e su cui naturalmente anche la maggioranza aveva pronta una propria mozione. Prendiamo atto di questo inspiegabile comportamento come evidentemente del fatto che da parte loro non vi era nessun interesse a discutere davvero delle tematiche proposte nell’interesse della comunità bensì il puro e semplice obiettivo di perseguire giochi politici che davvero non appaiono all’altezza della situazione che vive tutta la città e il Paese. Tutto questo senza contare lo spreco di denaro pubblico avvenuto per compiacere narcisismi politici ben lontani dall’interesse reale della comunità». I Capigruppo di maggioranza Gianni Berno, Antonio Foresta, Meri Scarso, Nicola Rampazzo e Carlo Pasqualetto hanno firmato una dichiarazione molto dura nei confronti delle opposizioni dopo il consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. Ma è un rimbalzarsi le responsabilità, da una parte e dall’altra.

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Anche i gruppi consiliari di minoranza tutti (FDI, Lega, M5S, lista Bitonci, Cambiamo, Forza Italia) hanno emesso una nota: «Denunciamo la condotta autocratica che ha ormai permeato tutti gli organi di governo della città. All’Opposizione non interessa affatto chi sostituirà il Vicesindaco, ma ha invece a cuore l’avvenire di Padova e dei padovani la cui Amministrazione appare impantanata in squallide applicazioni del manuale Cencelli. I richiami all’’unità e alla cooperazione sono oramai mere ed ipocrite rappresentazioni di una classe dirigente politica inadeguata». L'opportunità di svolgere o meno il consiglio comunale nella sala consiliare e non in video conferenza è stata discussa in questi giorni e da una parte e dall'altra qualche perplessità al Presidente Tagliavini è stata fatta presente. Si è deciso quindi di convocarlo nel suo luogo naturale. Anche nelle opposizioni c’erano consiglieri assenti, tra i quali Massimo Bitonci, Vanda Pellizzari e Ubaldo Lonardi, che in realtà è solamente arrivato in ritardo. Anche Alain Luciani non è arrivato puntuale per motivi di lavoro ma aveva avvertito dal Presidente Tagliavini fino ai colleghi. Nella maggioranza mancavano Daniela Ruffini, fuori città per motivi personali, il capo gruppo di Coalizione Civica Nicola Rampazzo, appena diventato papà, Enrico Fiorentin e il consigliere Roberto Marinello per motivi di salute, l’assessore Andrea Colasio il sindaco ed Sergio Giordani.

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