Nigeriano gay, Federcontribuenti replica ad assessori Donazzan e Stival

L'associazione padovana sulla vicenda del giovane con permesso di soggiorno scaduto "salvato" dal tribunale di Padova dalle persecuzioni in patria contro gli omosessuali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

"Credo che gli assessori Daniele Stival ed Elena Donazzan sulla vicenda del giovane nigeriano salvato da una sentenza del tribunale di Padova dalle persecuzioni in patria contro i gay abbiano perso una ghiotta occasione per starsene zitti". Questa la reazione del segretario di Federcontribuenti Veneto Carlo Covino ai commenti sprezzanti dei due assessori regionali che sulla stampa ironizzavano sulla sentenza ottenuta dall'avvocato Carla Favaron coordinatrice dell'ufficio legale di Federcontribuenti Veneto.

L'avvocato padovano assiste un giovane 26enne di nazionalità nigeriana, che ha opposto alla espulsione dall'Italia il rischio concreto di torture e carcere previsti dall'ordinamento giuridico del paese d'origine. "L'assistito dalla nostra associazione è incensurato - sottolinea Covino - particolare che sfugge ai due assessori che fanno parte di una coalizione che ha dato a mezzo dell'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni il permesso umanitario ad una schiera di migliaia di delinquenti provenienti dalla Tunisia. Noi di Federcontribuenti crediamo che i diritti civili non abbiano colore politico. L'accoppiata Donazzan-Stival invece agita demagogicamente le paure del popolino e poi non fanno seguire nessuna azione concreta oltre alle dichiarazioni sui giornali. Già il mese scorso noi di Federcontribuenti abbiamo aiutato un altro giovane incensurato, Eric William Nono Happi a lasciare il nostro paese: viveva da due settimane su una panchina nel padovano, e nessuno riusciva a dargli una mano nonostante il ragazzo volesse solo tornare al suo paese. L'unica risposta che ha avuto dallo stato italiano è stato un foglio di via e una notte in cella. Crediamo che sia ampiamente finito il tempo delle chiacchiere da parte dei politici profumatamente retribuiti dai cittadini e sia arrivato il momento di lavorare seriamente. Solo l'integrazione garantisce la sicurezza dei cittadini nel lungo periodo: il resto è demagogia buona solo per racimolare voti sfruttando le paure dei cittadini".

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