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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

«Una norma che ha il sapore del Medioevo»: Ostanel contro l'obbligo di sepoltura dei feti

La toccante testimonianza di una donna vicentina riporta al centro il tema della norma voluta dall'assessora Elena Donazzan e inserita nella legge di bilancio del 2017

In Veneto e nelle Marche, la legge impone la sepoltura di ogni feto abortito, indipendentemente dalla settimana di gestazione e, soprattutto, dalla volontà della donna. Nel 2017 l'assessore Elena Donazzan, allora di Forza Italia e ora in Fratelli d'Italia, all'interno della legge di bilancio inserì questa norma modifcando la legislazione veneta e imponendo l'obbligo di sepoltura anche ad un aborto sotto la ventesima settimana. «Una norma che ha il sapore del Medioevo», ha commentato Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto che Vogliamo in una conferenza stampa tenutasi all'Hotel Plaza di Mestre. 

Martina

Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre alla consigliera Elena Ostanel anche il collega Arturo Lorenzoni e video collegati Giacomo Possamai e Francesca Zottis. E' l'occasione per far raccontare la propria storia a una donna di Vicenza, la signora Martina, già mamma di due figli. Lo fa con coraggio e convinzione, non è facile mettere in piazza la propria vita, ci vuole molta consapevolezza: «A maggio ho saputo di essere incinta per la terza volta. La gravidanza è partita male, ho avuto il Covid, ad ogni minaccia di aborto ho dovuto pagare l'accesso al Pronto soccorso perché venivo considerata un codice bianco. All'undicesima settimana ho saputo che la gestazione era finita già alla settima: non c'era nessun bimbo in arrivo. È stato molto pesante, mi sono sottoposta al raschiamento. Le infermiere mi hanno invitata a firmare il modulo del consenso informato sulla sepoltura del prodotto del concepimento, chiedendomi di barrare una delle due caselle: o provvedevo io attraverso le pompe funebri, o ci pensava l'Ulss 8 Berica», ha spiegato alla stampa. «Non volevo mettere nessuna crocetta, perché trovavo assurdo che ci fosse una lapide in cimitero a ricordare un momento tanto doloroso per me, ma mi è stato detto che ero obbligata dalla legge. Così ho lasciato il materiale all'azienda sanitaria e ho poi saputo che è stato tumulato al Giardino degli angeli. Quando ci penso, per me è orribile: mi sento giudicata. Oltretutto mi viene riferito che non tutti gli ospedali sono inflessibili come quello di Vicenza, il che significa costringere le donne a peregrinare da una struttura all'altra».

Proposta

«La proposta di legge e? semplice – spiega Ostanel – riporta la norma a come era prima del 2017, quindi rimette al centro la volonta? della donna, che deve essere sempre libera di scegliere, e senza influenza alcuna, confrontandosi solo con la propria coscienza e con le persone con cui eventualmente vuole condividere questa scelta». La consigliera regionale Elena Ostanel è la prima firmataria della proposta di legge, che è sottoscritta anche dai consiglieri regionali del Partito Democratico Possamai, Camani, Montanariello, Zanoni, Zottis e dal Consigliere del gruppo misto Lorenzoni.

Coraggio

«Abbiamo sentito la testimonianza di Martina, una donna coraggiosa che si e? rivolta a me dopo che l’Asl di Vicenza l’aveva obbligata alla sepoltura pur essendo alla undicesima settimana – continua la consigliera regionale de Il Veneto che vogliamo – Chiedo a chiunque di fare lo sforzo di mettersi nei panni di Martina: in un momento cosi? delicato, a chi sembra giusto che ci sia un’imposizione di questo genere? Se una donna non lo vuole perche? deve essere obbligata a subire questa imposizione, magari quando vorrebbe solo chiudere quel capitolo e lasciarsi alle spalle un episodio che e? quasi sempre, per tutte, comunque doloroso? Sappiamo cosa e? successo a Roma, dove alcune donne hanno scoperto di avere il proprio nome sulla tomba dov’era stato tumulato, senza il suo consenso, il cosiddetto “prodotto del concepimento”. Una violenza assurda ed inconcepibile contro quelle donne. Vogliamo che il Veneto sia questo? Io no». 

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