"Una nuova scena", la proposta alla Regione per sostenere gli spettacoli in tutte le sue componenti

Una nuova scena è un percorso di lungo periodo partito in pieno lock down per mettere in rete tutti gli operatori dello spettacolo della Regione: lavoratori del cinema, dello spettacolo dal vivo, della musica, del teatro delle arti contemporanee, maestranze e operai

Presso circolo culturale ARCI Carichi Sospesi in si è svolta una conferenza stampa dove è stato illustrato il piano che, oltre 230 operatori culturali, riferimento di diverse aree artistiche e produttive, hanno sottoscritto in un documento di proposte concrete per sostenere il mondo della cultura e dello spettacolo in Veneto dopo il lockdown. Durante l'incontro alcuni rappresentanti hanno illustrato alla stampa le richieste che saranno portate, nel pomeriggio del 1 luglio, in audizione alla Regione. In rappresentanza dei sottoscriventi il documento sono intervenuti Stefano Collizzolli, Zalab, Jacopo Pesiri, Maestranze dello Spettacolo - Veneto, Filippo Tognazzo, RES - REte Spettacolo dal VIVO, REV - Rete Veneta Arte Performativa, Francesca Vason - Eva Basso, Art Workers Italia Gabriele Vian, Assomusica Veneto ed Elena Ostanel, Portavoce de "Il Veneto che Vogliamo". 

Una nuova scena

«Una nuova scena è un percorso di lungo periodo partito in pieno lock down e che ho sostenuto come portavoce de Il Veneto che Vogliamo, per mettere in rete tutti gli operatori dello spettacolo della Regione Veneto: lavoratori del cinema, dello spettacolo dal vivo, della musica, del teatro delle arti contemporanee, maestranze, operai. Abbiamo scritto un appello con 6 proposte concrete ad oggi sostenuto da tantissime realtà, rappresentate dalle persone oggi presenti alla conferenza stampa, e da oltre 230 firmatari», ha dichiarato in apertura dell'incontro, Elena Ostanel, che poi ha aggiunto: «Ci eravamo resi conto che mentre le altre regioni, come il Lazio o l’Emila Romagna, uscivano già con bandi concreti per il sostegno delle spese dell’affitto per gli spazi culturali, la Regione Veneto era ancora ferma. Per questo ci siamo organizzati per far sentire la nostra voce e oggi saremo ricevuti alle 15.30 dalla Commissione Cultura della Regione per portare le nostre proposte e capiremo se concretamente potranno essere prese in carico e quando. Ringrazio la Consigliera Zottis, vicepresidente della Commissione, per aver sostenuto la nostra richiesta e il presidente Villanova per averla accettata».

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Alla conferenza sono intervenuti rappresentanti di tutta la filiera culturale: Filippo Tognazzo, portavoce di RES- Rete dello Spettacolo dal vivo e per l’occasione REV- Rete Arti Performative dichiara «Noi proponiamo una visione di ecosistema nella quale non ci sia un noi contro le istituzioni ma noi nelle istituzioni. Pe questo chiediamo non stampelle ma nuove scarpe per ricominciare a correre». Jacopo Pesiri, in rappresentanza delle maestranze dello spettacolo veneto, sostiene «non possiamo che rilevare infatti come una migliore distribuzione dei fondi non possa che migliorare anche le nostre condizioni di lavoro, che dipendono -purtroppo- dalle risorse disponibili. Abbiamo bisogno, e molto presto, di essere ricevuti dalla VI Commissione Lavoro per organizzare insieme un tavolo regionale tra Lavoratrici e Lavoratori, Regione ed INPS per andare a toccare gli aspetti più specifici: gli aspetti contributivi, di diritti e di dignità sociale che il nostro percorso porta avanti».

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Gabriele Vian di Assomusica è ancora più perentorio: «Chiediamo l’inserimento delle imprese dello spettacolo, in tutte le misure rivolte al settore Turismo ed al settore Attività Produttive attualmente allo studio per sopperire all’emergenza COVID 19 con la possibilità dell‘ente pubblico di erogare contributi anche alle società di capitale e di persone e non solo alle Associazioni senza scopo di Lucro. Gli spettacoli di musica dal vivo sono un vero e proprio motore di sviluppo culturale e cinghia di trasmissione per altre attività produttive: è opportuno sapere che per ogni euro pagato per l’acquisto di un biglietto si generano 1,50 euro di spesa diretta, relativa cioè a ristorazione, alloggio e trasporti locali, che restano sul territorio». Il regista Stefano Collizzolli ha poi spiegato: «Chiediamo l’istituzione di un fondo straordinario per il rilancio delle attività e che prevede un finanziamento importante in termini di investimento. Stimiamo un fabbisogno di almeno 40 milioni all’anno per tre anni. Serve inoltre un ridisegno del sistema dei bandi per la gestione trasparente di questi fondi, a partire dal coinvolgimento degli attori culturali, e con un’ottica di filiera: elementi da inserire nel Programma triennale di cui alla legge 19 del 2019».

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