Fratelli d'Italia, nuovo giallo nella vicenda del gruppo consiliare

Sala consiliare prenotata a nome di Libero Arbitrio, o almeno così sembrava. Ma il consigliere Enrico Turrin, accorso a Palazzo Moroni in tutta fretta, disdice la prenotazione. La conferenza stampa di Fratelli d’Italia si è svolta a Palazzo Moroni grazie alla richiesta pervenuta dal gruppo misto

Il senatore Urso e la commissaria provinciale di Fratelli d'Italia, Gardini

Il caso politico di questi ultimi giorni continua a regalare nuovi episodi. L'ultimo, datato 15 luglio, poteva essere l'occasione per Elisabetta Gardini di dire la sua su quanto sta accadendo nel suo nuovo partito, Fratelli d'Italia. La formazione del nuovo gruppo consiliare è diventata un giallo, siamo lontani dal sapere come si risolverà. Da una parte i due di Libero Arbitrio, Elena Cappellini ed Enrico Turrin, dall'altra la stessa Elisabetta Gardini che non ha gradito di essere scavalcata nella decisione e nella successiva comunicazione. La Meloni l'ha nominata proprio per avere una figura forte, difficile che se i due non fanno un passo indietro riconoscendole il comando delle operazioni, la cosa si potrà sbloccare con una stretta di mano. Poi, nella mattinata di lunedì 15, nel giorno della conferenza stampa di senatori e parlamentari del partito che parlano di una proposta di legge, un segnale che non è esattamente di pace e riguarda la sede dell'incontro con la stampa.

Sala consiliare

La sala consiliare è stata prenotata da Libero Arbitrio, o almeno così sembrava. Ma il consigliere Enrico Turrin, accorso a Palazzo Moroni in tutta fretta, ha disdetto la prenotazione. Così succede che la conferenza stampa di Fratelli d’Italia, presenziata da tutto il vertice del partito, da Urso a Zanon alla commissaria Gardini, si è svolta grazie alla richiesta pervenuta all’ultimo dal gruppo misto. E il gruppo misto, fino a prova contraria, è rappresentato dalla consigliera Eleonora Mosco.

Urso

Il tema della conferenza stampa è una proposta di legge fatta dal senatore Urso che mira a salvaguardare albergatori e esercenti aggrediti dalle multinazionali del web e dai loro sistemi che danneggiano gli imprenditori italiani. Al termine della stessa, dopo un paio di domande sull’argomento specifico non si può che tentare di avere una risposta da Elisabetta Gradini su quanto sta accadendo attorno al nuovo gruppo consiliare da formare.

Gardini

Insomma, il caso politico di luglio non smette di alimentare pensieri e allusioni, anche perché a Roma, alla segretaria del partito, se ne sono accorti eccome di quello che sta accadendo. Operazione che avrebbe dovuto rilanciare in grande stile Fratelli d’Italia in città rischia invece di diventare un clamoroso autogol. La neo commissaria Gardini ha deciso di non rispondere, nonostante le sollecitazioni. Ha promesso che dirà qualcosa di più domani. Risposte nessuno ne ha volute dare, neppure Enrico Turrin il quale si è detto però sereno, «Fino a prova contraria esiste ancora Libero Arbitrio. Una casa noi ce l’abbiamo. La sala? Noi non avevamo fatto nessuna richiesta per oggi». La consigliera Eleonora Mosco invece non ha voluto dire una parola. E sulla questione della sala si è lasciata solo sfuggire una frase, mentre scendeva le scale di Palazzo Moroni: «Ho solo fatto una cortesia a colleghi che si danno da fare, mi sembra che sia una cosa normale da fare». 

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