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Nuovo Piano degli Interventi: l'urbanista e architetto Stefano Boeri a Palazzo Moroni

Boeri: « Tra le sfide più urgenti alcune priorità riguarderanno la mobilità sostenibile, la riduzione del consumo di suolo, la forestazione urbana, la rigenerazione della qualità urbana, i servizi al cittadino e la valorizzazione della diffusa realtà universitaria padovana»

Boeri, Giordani e Ragona

Si è tenuto la mattina di venerdì 21 maggi un incontro tra il sindaco Sergio Giordani, l’assessore all’urbanistica Andrea Ragona e l’architetto urbanista Stefano Boeri. Durante l’incontro si è discusso lo stato dell’arte della redazione del Nuovo Piano degli Interventi e sono state presentate le prossime azioni di coinvolgimento di cittadine e cittadini. In particolare sono state presentate le 9 biciclettate che si realizzeranno a a partire da oggi con le Consulte di Quartiere e la pagina web per le osservazioni che verrà pubblicata lunedì su Padovanet. 

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«Il nuovo Piano degli Interventi di Padova aiuterà il Comune - ha sottolineato il famoso architetto - a costruire la carta d’identità futura della città. Una città con una mirabile storia che soprattutto oggi ha grandi opportunità per diventare ancor più attrattiva nel contesto italiano e internazionale. Il nuovo Piano degli Interventi non sovrappone forzatamente alla città esistente una geografia di spazi sociali e fisici, ma ne sta riconoscendo e mostrando la straordinaria compresenza a partire dalla rivalutazione dei rioni storici, come luoghi di comunità ereditati dall’importante storia urbanistica di Padova. Tra le sfide più urgenti alcune priorità riguarderanno la mobilità sostenibile, la riduzione del consumo di suolo, la forestazione urbana, la rigenerazione della qualità urbana, i servizi al cittadino e la valorizzazione della diffusa realtà universitaria padovana. Il Piano degli Interventi sta nascendo sulla base di una serie di approfonditi incontri effettuati con le Consulte - ed i loro rappresentanti - e di una serie di passeggiate svolte dai progettisti e dagli uffici tecnici nei diversi rioni a contatto con cittadini e tutte le realtà sociali e culturali di quartiere».

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«Una lunga riunione - ha sottolineato il primo cittadino - con il Gruppo di lavoro che segue il Piano degli Interventi, l’assessore all’urbanistica Andrea Ragona, il dott. Daniele Guardi e naturalmente l’architetto e urbanista Stefano Boeri con tutto il suo staff e sono rimasto affascinato da quanto stanno realizzando. Abbiamo una possibilità enorme di trasformare Padova in una città magnifica: verde a misura d’uomo e il recupero di aree adesso non utilizzate come il PP1 e l’ex Ifip e Piazzale Boschetti, ma anche l’arrivo dell’ Alta Velocità che vuol dire il rifacimento di tutta l’area della stazione e la realizzazione delle nuove linee del tram. Stefano Boeri ha grandi idee, collimano perfettamente con la visone che ha la nostra Amministrazione, e sono sicuro che con il suo apporto di creatività, tutti noi esperienza e concretezza, tutti noi fare mo diventare Padova una città ancora di più a misura d’uomo attrattiva non solo a livello nazionale ma anche internazionale».

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L’assessore all’urbanistica Andrea Ragona precisa: «Stiamo lavorando per realizzare un Piano degli interventi che mira a costruire la città dei 15 minuti, ovvero una città dove i servizi indispensabili stanno in un raggio di 15 minuti a piedi, accessibili a tutti i cittadini. E’ un approccio strategico di fondamentale importanza: aumenta la qualità della vita delle persone e incide anche su elementi come la mobilità. Basti pensare infatti a quei quartieri residenziali dove i servizi sono meno diffusi e anche per andare a prendere il pane serve spostarsi con la macchina. Portare i servizi vicini ai cittadini significa soprattutto mettere al centro per persone più deboli, da chi ha difficoltà a camminare a chi ha problemi economici e non può avere un’automobile pur dovendo fare grandi spostamenti: per questo la rigenerazione di Padova partirà proprio dall’applicazione della città dei 15 minuti. Nelle scorse settimane abbiamo incontrato le Consulte di Quartiere e abbiamo chiesto loro di indicarci, coinvolgendo quindi le persone che vivono nei rioni, le principali criticità presenti. Abbiamo insieme avviato un confronto puntuale e abbiamo organizzato delle biciclettate grazie alle quali, a partire da oggi, assieme ai rappresentanti della consulta e ai i progettisti andremo “sul campo” a vedere tutto ciò che finora abbiamo solo discusso, in itinerari che toccano punti critici con particolare assenza di servizi. Ad esempio può esserci un rione che ha avuto negli scorsi anni una grande espansione residenziale il quale però è sprovvisto di impianti sportivi, perché non sono stati previsti. Magari oggi in quel rione ci sono molti bambini e bambine e neanche un campo da calcio o altro. La “città privata” in alcuni casi si è sviluppata più della “città pubblica” quindi oggi ci troviamo molti di questi esempi, dove ad una grande espansione residenziale non è seguita la creazione di servizi quali asili, negozi, impianti sportivi, ecc. Partendo da queste segnalazioni e da questi suggerimenti la vera sfida sarà quindi quella di costruire un Piano degli Interventi partendo dal basso, per ridisegnare insieme la città pubblica. Un cambio totale rispetto al passato: non un Piano che si disegna sulla mappa per poi applicarlo alla città, ma un Piano che parte dalle esigenze delle persone per poi essere definito su una mappa. Un’ulteriore strumento messo in campo per raccogliere suggerimenti dal territorio in questa fase complessa in cui è ancora molto limitata la possibilità di incontrarsi di persona, è un sito grazie al quale ogni cittadino potrà intervenire segnalando su una mappa elementi di criticità e opportunità, con opportune indicazioni. Una pagina web che sarà pubblica da lunedì su Padovanet per far pervenire all'amministrazione suggerimenti puntuali e di interesse pubblico, utili a orientare il Piano Infine un ringraziamento allo Studio Boeri, la Società Mate e tutte le imprese che stanno lavorando con noi, per la qualità altissima del lavoro che stiamo facendo. E’ quello che Padova merita».

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