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Nuovo polo logistico a Maserà, l'opposizione insorge. Il sindaco: «Contrari per ideologia»

Era il 2004 quando fu approvato il piano regolatore a Maserà, che ipotizzava 254mila metri quadrati di espansione della zona industriale. Ridotti a 102mila, l'amministrazione comunale  ha intenzione di consentire la costruzione di un nuovo polo logistico e una serie di edifici di una quindicina di metri di altezza. Si parla di di volumi superiori ai 630mila metri cubi

Era il 2004 quando fu approvato il piano regolatore a Maserà, che ipotizzava 254mila metri quadrati di espansione della zona industriale. Ridotti a 102mila, l'amministrazione comunale  ha intenzione di consentire la costruzione di un nuovo polo logistico e una serie di edifici di una quindicina di metri di altezza. Si parla di di volumi superiori ai 630mila metri cubi. 

Proprio nei giorni in cui Ispra certifica la situazione grave che si è creata tra Padova e provincia riguardo il consumo di suolo, fa un certo effetto sentire parlare di certi progetti. Il sindaco Gabriele Volponi spiega che basta la decisione della giunta, la verifica e quindi l'ultima parola tocca alla Vas, alla Regione quindi. «Questo garantisce una entrata importante per il Comune e servizi come strade e parcheggi. Mi pare ideologico essere contrari, chi non vorrebbe parchi e boschi, ma bisogna fare i conti con la realtà. Come si fa poi a chidere Imu e Tasi su terreni privati se poi gli impediamo di fare investimenti in un'area artigianale». Chi è contrario naturalmente fa riferimento anche al traffico che lieviterebbe, non solo il consumo di suolo. «Quella di cui si parla è logistica morbida, un luogo dove stoccare le merci. Di questo stiamo parlando, non di un luogo da dove partirebbero di continuo mezzi pesanti. Non si tratta di questo. Ma dopotutto, se una base logistica non si fa nelle vicinanze di una statale e di un'autostrada, dove si dovrebbe fare?», domanda il sindaco di Maserà. «La parte agricola la fa da padrona nel nostro comune. Non dimentichiamo poi che siamo in un regime di mercato libero, ed è quello che determina». 

Il 19 novembre è il termine ultimo per le osservazioni. La consigliera d'opposizione Elena Coppola, che era anche la sfidante del primo cittadino in carica, non è affatto d'accordo su questa decisione presa senza alcuna condivisione, solo dalla giunta comunale senza alcun passaggio in consiglio. Nella fattispecie, non essendo una variante, non serve sottoporre al voto dei consiglieri comunali il progetto. «Mi sarebbe sembrato opportuno fare un passaggio in consiglio comunale. E' vero, l'area è pianificata da vent'anni ma tante cose sono cambiate nel frattempo. Basta vedere il rapporto Ispra di qualche giorno fa. E' proprio la logistica la maggiore causa di consumo di suolo», fa notare la consigliera Coppola. «Dal 2017 c'è stata una crescita esponenziale di consumo suolo, con le conseguenze che sappiamo e che vediamo. Non può essere solo l'onere economico il criterio dello sviluppo del territorio», sottolinea Coppola. «Tra Mezzavia e Maserà non c'è altro che capannoni abbandonati». Infine una considerazione legata strettamente al territorio di Maserà, a una sua eccellenza. «Erodiamo terreno agricolo, in quella che è la zona del radicchio bianco, un prodotto prelibato e riconosciuto». 

La lista di cui fa parte la consigliera Coppola, Gruppo Civico Comunità e Territorio, ha fissato per le ore 21 di presso la Casa delle Associazioni, in Via dei Kennedy a Maserà, un incontro pubblico in cui sarà discusso tutto il progetto. Oltre alla cittadinanza gli organizzatori hanno invitato il sindaco Gabriele Volponi e l'intera giunta, oltre agli altri consiglieri comunali. A fianco di questa nuova battaglia contro il consumo di suolo, a fianco del Gruppo Civico Comunità e Territorio ci saranno anche i comitati ambientalisti della Bassa. 

L'area dove dovrebbe sorgere un hub per la logistica a Maserà

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