Oratorio querelato. Pipitone (IdV): "Sempre a fianco dei ragazzi, lasciamo che ridano"

Il consigliere regionale di Italia dei Valori commenta la vicenda della parrocchia di San Paolo Apostolo a Padova

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

«Adesso nemmeno il Grest. La questione della parrocchia di don Francesco sta diventando un caso nazionale. Pur nel profondo rispetto dell’iter giuridico in corso, la Regione ci aiuti ad evitare che, in caso di chiusura, non resti solo la strada per questi ragazzi». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, ritorna sull’incredibile vicenda dell’oratorio della parrocchia di San Paolo Apostolo a Padova.

«Sulla diatriba che riguarda la piastra polivalente di via Bertacchi – ricorda Pipitone – ho presentato un’interrogazione regionale il 1 giugno scorso, ancora senza risposta da parte della Giunta. Il patronato è dal 2004 al centro di una battaglia legale senza precedenti, da parte di una vicina, per il disturbo della quiete provocato dal rumore dei ragazzi che giocano all’oratorio. Nel tempo si sono susseguite 35 denunce personali al parroco don Francesco, 2 procedimenti civili, 10 denunce ai parrocchiani e 4 a parrocchiani minorenni. Se non è un record, poco ci manca».

«Il punto di non ritorno – dice Pipitone – è arrivato prima con l’ordinanza del tribunale di primo grado (la prima a favore della vicina) che ordina al patronato di installare erba sintetica e barriere fonoassorbenti per un costo di 42 mila euro (più 15 mila euro di spese legali). Poi è arrivata la notizia della richiesta di un risarcimento danni record, per l’iperbolica cifra di 884.318,92 euro, di cui 800mila per i danni morali: 100mila euro per ogni anno di “disturbo”. Ormai la situazione è kafkiana, il clima insostenibile, con addirittura le forze dell’ordine che, chiamate dalla solita vicina, hanno interrotto le feste di compleanno pomeridiane dei bambini».

«Adesso si vuole vietare il Grest e la sagra – osserva il coordinatore provinciale dell’IdV – da parte nostra andremo alle feste San Paoline a manifestare la nostra solidarietà e parteciperemo alla colletta di raccolta fondi. Non lasciamo finire sul lastrico la parrocchia, lasciando bambini e ragazzi del rione senza un’alternativa per passare il tempo insieme, al di fuori del contesto scolastico. Solo il Grest, infatti, coinvolge circa 200 ragazzi e ragazze, 60 dei quali fanno gli animatori. Non soffochiamo le risa e la fantasia di un intero quartiere».

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