Padova e Bitonci, un amore che sembra im-possibile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Sono passati diversi mesi dalle elezioni comunali, a Padova sembra che si respiri aria nuova, la rivoluzione è iniziata, di recente poi è arrivato nella case di tutti i padovani un simpatico giornale con in prima pagina la facciona del nuovo sindaco, un sindaco "rivoluzionario" che ha promesso cambiamenti epocali, eppure qualcosa stride.

A distanza di più di sette mesi dall'inizio del suo nuovo incarico di lavoro, che però l'ha costretto a lasciare il senato, il nostro sindaco a discapito di quanto scritto sul giornale che ci è arrivato ha cambiato bene poco, ma forse sono io che da uomo di sinistra riesco sempre a trovare il peggio in un uomo della destra.

Cerco sempre di arrivare a monte del problema, perché credo che questo sia il compito della politica, trovare soluzioni ai problemi delle persone, persone come me, voi e il nostro sindaco, e già qui qualcosa va storto, il nostro sindaco abita in un altro comune, un comune di cui è stato sindaco per due volte, un comune che manco confina con Padova anche se fa parte della sua provincia.

Ma parlavamo di questioni patavine e anche qui qualcosa va male, l'ospedale di Padova è una questione che riguarda anche la provincia, chi meglio dell'attuale sindaco dovrebbe occuparsene penserebbe chiunque, eppure a quanto pare la provincia su questo tema manca, e poi il sito, dove facciamo questo ospedale, in campagna elettorale il sindaco era in piena linea con quanto abbiamo avanzato anche noi socialisti, si i socialisti esistono ancora, che chiedevamo di evitare speculazioni edilizie e di lasciare li la struttura sanitari costruendolo o meglio ricostruendo sullo stesso terreno un nuovo ospedale a lotti.

Eppure appena passare le elezioni qualcosa deve aver fatto cambiare idea al sindaco, o meglio, ne ha sparata una al giorno tanto che alla fine mi sono convinto che proponesse di mettere il nuovo ospedale su una piattaforma mobile e farla girare per tutta la città un po come i mercati rionali, invece a quanto pare sarà il presidente della regione Veneto, Zaia, a chiudere la questione, dichiarando che deciderà la regione, il comune di Padova può dormire sonni tranquilli.

Ci andrà meglio pensando al verde pubblico, tutti amiamo il verde della nostra città, ci possiamo passare qualche ora a rilassarci passeggiando da soli, con gli amici o portando a spasso il nostro cane e qui inizia la confusione, il parco Iris è da anni oggetto di una disputa continua, costruire nuove case nei terreni adiacenti a detta di molti significa costruire una piccola Venezia nell'ultimo cuneo verde della città, con tanto di acqua alta, speriamo che almeno contribuisca ad aumentare il numero di turisti e a scipparne un po' alla vera città lagunare.

La cosa buffa e che su questo argomento attuale ed ex-vicesindaco si trovano in piena sintonia, in uno degli ultimi consigli comunali infatti è passata la linea Rossi, ma votata da Bitonci, i casi della vita.

Ma le città si sa sono fatte anche di mobilità, qualcosa dovrebbe emergere dai ricordi di noi tutti su uno degli ultimi consigli comunali in cui la destra, allora minoranza, votò contro la fusione tra Aps-BusItalia, sono passati circa sette mesi, ed ecco che il consiglio comunale torna a votare su quell'argomento, la prima volta la proposta venne respinta, e adesso, succede che improvvisamente Bitonci ed i suoi consiglieri comunali cambiano idea per sposare quella di Ivo Rossi, e votano a favore della fusione.

Tra ospedale, cemento e trasporto pubblico mi pare che l'unica cosa chiara sia la confusione di idee da parte dell'attuale maggioranza, ma oltre a questo c'è un problema di metodo, manca la partecipazione, forse in pochi si ricordano il referendum chiesto a Zanonato sulla torre gregotti all'arcella, Zanonato accettò di confrontarsi con i cittadini e di rimandare a loro una decisione che investiva un intero rione della città.

A maggior ragione si poteva e doveva fare la stessa cosa su decisioni come quelle qui descritte che coinvolgono tutta la città e per diverse generazioni, sarebbe stato un vero cambiamento, una rivoluzione epocale da parte di chi a parole si dichiara "sindaco di tutti", un modo per coinvolgere in tempi di pessimi rapporti tra politica e cittadini questi ultimi, un occasione persa.

Ma qualcosa a Padova sta cambiando, dopo che per settimane e mesi i giornali hanno parlato di dove portare l'ospedale adesso la novità sono i Rom, forse, colpevoli di mancato pagamento delle bollette della corrente, una battaglia giusta perché tutti dobbiamo fare il nostro dovere e pagare le bollette, ma mi sfugge in una scala da uno a dieci dei problemi della città, dove collocare le bollette mai, forse, pagate dai Rom.

Invece la novità dell'ultimo minuto è la nuova stazione dell'alta velocità che Bitonci propone a San. Lazzaro, cosi chi arriverà a Padova con il treno veloce e magari, per sbaglio, dovra andare a Monselice od in un altra stazione della metropolitana regionale si troverà costretto a prendere una bus navetta per raggiungere l'altra stazione, al tram hanno detto basta per ora.

Tra proposte e controproposte, sposta qui e li, si perde tempo e denaro, ma tanto adesso i Rom, che forse evadevano le bollette, adesso di certo le pagano e quindi ogni problema è risolto, perché progettare una strategia per lo sviluppo di Padova a medio e lungo termine evidentemente è passato di moda.

Caro sindaco, cerca di farti un po' più le idee chiare sulle proposte per Padova e magari introduci sui temi che coinvolgono tutti per più generazione un referendum da sottoporre alla cittadinanza, sarebbe una vera novità forse l'unica di questa amministrazione.

Augusto Da Rin

Segretario Provinciale PSI - Federazione Sandro Pertini di Padova.

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