Il Parco Colli e il pasticcio delle dimissioni del Presidente candidato alla Regione

La trasparenza o l’incompatibilità? Anzi, ineleggibilità. Cosa ha spinto davvero il Presidente del Parco Colli a dimettersi a due giorni dalle elezioni regionali?

Massimo Campagnolo, presidente dimissionario del Parco Regionale dei Colli Euganei

La trasparenza o l’incompatibilità? Anzi, ineleggibilità. Cosa ha spinto davvero il Presidente del Parco Colli a dimettersi a due giorni dalle elezioni regionali?

Campagnolo

Protagonista della vicenda è Massimo Campagnolo, dal 2014 sindaco di Cervarese Santa Croce. Nominato dalla Regione nel 2019 Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei, ne diventa quindi un dipendente visto che da essa è anche stipendiato. In quota Forza Italia, le sue prime dichiarazioni al momento della nomina sono un attestato di affetto e stima per il Presidente Luca Zaia e la Lega che lo ha nominato. Alle elezioni regionali del 2020 però, si presenta, i più attenti osservatori direbbero a sorpresa, nelle file di Fratelli d’Italia. Già perché dando per scontato che le strade con Forza Italia si sarebbero divise, è stata una sorpresa non trovarlo nella lista dei candidati a supporto di Zaia.

Parco Regionale

Le sue dimissioni sono arrivate giusto una manciata di giorni dal voto del 20-21 settembre. Campagnolo le ha definite un atto di trasparenza, per molti invece è sembrata un’azione tardiva solo per non compromettere l’eventuale elezione che il fresco ex Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei, dava probabilmente per certa. Il risultato non è stato invece soddisfacente, Campagnolo si è ritrovato così senza la presidenza dell’ente che gestisce il Parco Colli che la nomina a consigliere regionale.

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Candidatura 

Per l’ambientalista e consigliere comunale di Monselice, Francesco Miazzi si rischia di paralizzare nuovamente l’ente che già ha avuto i suoi problemi. La politica, la Regione nello specifico, ci metterà mesi per nominare un presidente nuovo. Per il momento la guida passa al vice presidente Antonio Scarabello. La legge regionale del 23/18 per gli enti che sono stati commissariati, cimeli caso del Parco Colli, impone che un il consiglio direttivo deve essere nominato direttamente dal Presidente della giunta regionale. «Non solo l’incompatibilità era pressoché certa visti requisiti richiesti per la candidatura e - Miazzi cita il capitolo 3 del documento dell’osservatorio elettorale della Regione - in cui si specifica che visto il suo ruolo avrebbe dovuto presentarle al momento della presentazione della candidatura». Laconico il consigliere comunale di Monselice: «Quando si usano le cariche di responsabilità solo a fini politici il risultato è questo».

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