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Parco Colli, la nomina del Sindaco Masin a Presidente continua a far discutere

La nomina a presidente del Parco dei Colli Euganei di Riccardo Masin, sindaco di Galzignano Terme ha suscitato non pochi malumori. Critiche dagli ambientalisti delle associazioni del Parco Colli, dal consigliere di minoranza del comune di Monselice, Francesco Miazzi; ora a mettere in discussione la decisione della Regione è l'intero gruppo consigliare di minoranza del comune dello stesso Masin, "Vivere Galzignano"

La nomina a presidente del Parco dei Colli Euganei di Riccardo Masin, sindaco di Galzignano Terme ha suscitato non pochi malumori. Prima gli ambientalisti delle associazioni del Parco Colli, poi il consigliere di minoranza del comune di Monselice, Francesco Miazzi, ora a mettere in discussione la decisione della Regione è l'intero gruppo consigliare di minoranza del comune dello stesso Masin, "Vivere Galzignano", che ha rilasciato una nota a firma dei consiglieri Claudio Comberti , Ludovica Dainese, Giovanni Toninello e Silvano Selmin. 

Nomina

«La notizia della nomina - fanno notare i consiglieri nella nota - del sindaco di Galzignano a presidente del Parco dei Colli Euganei ha sollevato in noi notevoli perplessità, basate non sulla rivalità politica ma sulla storia di Riccardo Masin, la quale mostra piuttosto inequivocabilmente come egli non sia in alcun modo adatto al ruolo che si accinge a ricoprire. E’ diventato presidente del Parco uno degli unici tre sindaci dell’area euganea che ha sostenuto il consigliere regionale Berlato quando, con il pretesto dei cinghiali, proponeva di ridurre la zona protetta alle sole sommità dei colli; è diventato presidente del Parco il sindaco che ha inoltrato alla Regione la richiesta di estromettere dal Parco stesso gran parte del proprio comune; è diventato presidente di un’area protetta e interdetta all’attività venatoria un uomo della Federcaccia, a cui la platea di cacciatori guarda senza dubbio come un punto di riferimento, difensore dei propri interessi. Quel che però preoccupa maggiormente è che è diventato presidente del Parco un sindaco che ha più volte espresso il proprio fastidio per i vincoli urbanistici che il Parco impone, dicendosi da essi limitato nello sviluppo del proprio paese, Galzignano, che pure, contando lo stesso numero di abitanti del 1936, ha molto ampliato la parte del proprio territorio consumata dall’urbanizzazione. Questo è un problema fondamentale in un parco che tenta di essere argine ad un’ondata distruttrice che porta il Veneto ogni anno stabilmente al primo posto tra le regioni italiane per consumo di suolo. Sono molti gli amministratori della nostra zona, infatti, e Masin è tra questi, che non riescono a vedere alcun sviluppo per il proprio territorio che non passi per una cementificazione estesa ed infestante: questo, oltre a rilevare una mentalità obsoleta e una sostanziale incapacità di trovare ed esplorare strade alternative, promuove uno sviluppo fittizio, che magari porta qualche soldo nelle casse nell’immediato, ma che presenterà un conto ben più salato alle nuove generazioni, in termini ecologici ed economici. Noi ci auguriamo che il sindaco Masin lavori bene nella sua nuova e ulteriore veste, e questo in primo luogo nel nostro stesso interesse di cittadini, ma non è possibile non rilevare che sembra proprio di trovarsi di fronte al classico uomo sbagliato nominato al posto sbagliato».

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