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Parco Colli, Zanoni: "Chi vuole ridurre l'area e aprirla alla cassia resta a bocca asciutta"

Zanoni (PD): “Pericolo scampato per i parchi dei Colli e della Lessinia, l’ennesimo stop alla loro riduzione è un altro schiaffo per la maggioranza”

“Dopo l’ennesimo rinvio, chissà che Zaia e la sua maggioranza non si mettano il cuore in pace. I termini per la riperimetrazione del Parco Colli e di quello della Lessinia sono scaduti da oltre un anno, è inutile che ripresentino in Commissione lo stesso provvedimento”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta soddisfatto la mancata discussione nella seduta della Seconda commissione del parere riguardante l’attuazione degli articoli 70 e 71 del Collegato alla Legge di stabilità approvato nel dicembre 2016.

Rinvio

“Un rinvio ufficialmente dovuto alla necessità di un ulteriore confronto tra l’ufficio legislativo del Consiglio e la struttura competente che era inevitabile viste le premesse. Già due mesi fa, il 14 febbraio, la delibera era stata respinta al mittente, perché la proposta doveva approdare in aula consiliare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, avvenuta il 31 dicembre 2016”. 

L’area protetta

 “Ancora una volta Berlato, che a suo tempo aveva proposto un emendamento che andava a scardinare l’area protetta del Parco Colli, diminuendola di circa l’80% e introducendo la possibilità di cacciare, resta a bocca asciutta. Già era stato bloccato, dopo la nostra protesta e quella dei territori, dalla stessa maggioranza, con un compromesso che dava ai Comuni la facoltà di ridurre l’area tutelata e appena uno si era espresso in questo senso. Ma, in ogni caso, sempre fuori tempo massimo. Lo stesso vale per la Lessinia, dove tutto resta come è per la mancata intesa tra Regione e Comuni interessati dal Parco”.

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