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Coronavirus, parlamentari veneti Lega: «Turismo in ginocchio e governo nega stato di crisi»

«Ha liquidato le nostre richieste prima in Senato bocciando gli emendamenti presentati ed ora negando l’attivazione della crisi sostenendo che se lo concede a un comparto»

«L’industria turistica veneta è la prima d’Italia, con 18 miliardi di fatturato e 70 milioni di presenze ma ora è in ginocchio a causa dell’effetto della pandemia ed il governo giallo-rosso ha negato il riconoscimento dello stato di crisi», così si sono espressi i parlamentari veneti della Lega sulle parole del ministro Dario Franceschini. 

La protesta

«Ha liquidato le nostre richieste prima in senato bocciando gli emendamenti presentati ed ora negando l’attivazione della crisi sostenendo che se lo concede a un comparto, dovrebbe riconoscerlo anche a tutti gli altri. Intollerabile. Uno schiaffo per tutte le imprese del turismo, gli albergatori, i ristoratori, le agenzie di viaggio, i tour operator che più volte hanno chiesto al governo interventi mirati di supporto e che non meritano l’elemosina di questa maggioranza. Questo di solito è il periodo delle prenotazioni per la stagione estiva ormai alle porte da parte di turisti italiani e stranieri che affollano le nostre spiagge, i laghi, i colli e le montagne ma gli unici contatti oggi sono le disdette. Non c’è più tempo: sono necessari interventi pesanti a favore del comparto turistico, tra i più colpiti dagli effetti dell’epidemia».

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