Pd, ecco i candidati alle Europee, nessun padovano in lizza. E' Calenda il capolista

Calenda: «Queste elezioni europee sono fondamentali: noi dobbiamo restare tra i grandi Paesi fondatori insieme alla Francia ed alla Germania, con cui ci poniamo in atteggiamento dialettico, però stai lì. Non si può stare con Orban, perchè così ci stiamo marginalizzando»

Resa nota la lista dei candidati alle Europee per il Pd: «Una lista ricca di persone qualificate e molto competitiva, è ciò che serviva. Il Segretario Nazionale ha fatto un lavoro molto positivo, schierando in prima linea amministratori locali radicati nelle quattro regioni del collegio e figure di riferimento per settori della società come Carlo Calenda. Adesso, pancia a terra, lavoreremo con determinazione fino al 26 Maggio per battere l’arroganza della Lega e di tutti gli esponenti di Governo, le loro ricette sovraniste hanno bloccato l’Italia e reso tutti noi più poveri, non avranno l’opportunità di ripetere il capolavoro anche in Europa, adesso basta!»

Capolista

Carlo Calenda, il capogruppo, ha parlato così intervistato da Radio Sportiva: «Io sarò capolista nel Nord Est e nessun altro capolista di nessun altro partito nel Nord Est andrà mai in Europa». A dirlo il capolista  del Pd - Siamo Europei Carlo Calenda, commentando  in diretta a Radio Sportiva le composizioni delle liste degli altri schieramenti politici nel collegio Trentino Alto Adige - Veneto - Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. «Berlusconi non ci andrà, la Meloni non ci andrà, Salvini non ci andrà - ha aggiunto Carlo Calenda intervenendo al programma Rassegna Stampa su Radio Sportiva e rispondendo alle domande del conduttore Massimo Righetto - noi italiani continuiamo a farci del male. Il problema non sono Di Maio o Salvini ma siamo noi che gli permettiamo di parlare di panini con la Nutella o dare le merendine ai cani. Le faccio un esempio: oggi Salvini, con il problema della Libia che sta esplodendo, è a Perugia a fare campagna elettorale. Queste elezioni europee sono fondamentali: noi dobbiamo restare tra i grandi Paesi fondatori insieme alla Francia ed alla Germania, con cui ci poniamo in atteggiamento dialettico, però stai lì. Non si può stare con Orban, perchè così ci stiamo marginalizzando. I nostri genitori ed i nostri nonni hanno fatto molti sforzi per portare il nostro Paese, sconfitto dalla Guerra in Europa e noi dobbiamo restarci». 

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