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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Peghin incontra Palù, convoca la stampa e poi si rifiuta di parlare

L'accaduto sabato 19 marzo. Peghin e Palù sono al Pedrocchi, parlano del professor Giuseppe Basso, scomparso a causa del Covid. Lo staff del candidato convoca la stampa ma lui non vuole parlare

Convocati per poi essere tenuti fuori dalla porta. La campagna elettorale del candidato di centrodestra Francesco Peghin prosegue. La domande è se vada nella direzione giusta.

Il fatto

Sabato 19 marzo, alle ore 18 la stampa locale viene convocata dallo staff del candidato alla sede elettorale di via Oberdan perché lì ci sarebbe stato Peghin assieme al professor Giorgio Palù, presidente dell'Aifa. I cronisti arrivano puntuali assieme ai fotografi. Il pensiero è che il candidato sindaco voglia recuperare terreno mostrandosi assieme a un virologo dopo che il movimento Io apro inizialmente era comparso a sorpresa tra le liste che lo sostenevano (per poi sganciarsi successivamente). Siamo in campagna elettorale, gli incontri con illustri esponenti della società sono all'ordine del giorno, è pane quotidiano. Ai giornalisti viene detto che Peghin e Palù sono al Pedrocchi assieme alla moglie del professor Giuseppe Basso, oncologo pediatra morto per Covid lo scorso febbraio e amico di entrambi. In quel momento lo stanno ricordando, rievocano i momenti passati con lui. Presente anche Maria Luisa Nolli, eletta con la lista Bitonci nel 2014 in consiglio comunale. Però qualcosa non va. I cronisti si avvicinano e subito vengono fatti uscire. Inizialmente si crede che Peghin e Palù usciranno dal locale, faranno un paio di dichiarazioni, una foto.  Attendono 40 minuti fuori dal Pedrocchi. A quel punto giornalisti e fotografi entrano. Almeno la foto, no? «Scusate, possiamo farvi una foto?». Nessuna risposta. La domanda viene ripetuta altre due volte. Allora guardano negli obiettivi ma senza traccia di un sorriso. 

La campagna elettorale

Ci si chiede come andrà avanti questa campagna elettorale. Peghin si è presentato ai cittadini inizialmente con una pagina pubblicitaria acquistata sui giornali, una lettera in cui annunciava la sua candidatura a sindaco di Padova. Solo successivamente ha organizzato una conferenza stampa dove i giornalisti hanno finalmente potuto fare domande sulle sue idee, il suo programma e sulle liste che lo avrebbero sostenuto. Anche se non ricopre ancora una carica pubblica Peghin dovrà tenere presente per il futuro che il politico ha un dovere di accountability, cioè di rendere conto del suo operato ai cittadini. Maurizio Cotta sul "Dizionario di politica" curato da Norberto Bobbio, Nicola Matteucci e Gianfranco Pasquino, scrive: «Data la natura dei processi istituzionali della rappresentanza, si devono ritenere favorevoli tutte quelle condizioni che giocano nel senso di un alto grado di pubblicità negli affari pubblici e di comprensibilità degli stessi ai cittadini (...). La rappresentanza è infatti strettamente legata ad un processo a doppio senso di comunicazione dei messaggi politici». In una campagna elettorale gli slogan vanno bene, i manifesti vanno bene, gli incontri diretti con i cittadini al mercato vanno bene. Basteranno?

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