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Peghin: «Non me ne vado, mi candido per portare Padova a Roma. Nella capitale contiamo poco»

L'ex candidato sindaco ora corre per il Parlamento e chiude le polemiche su una presunta "fuga" dalla città

«Luigi Brugnaro, come me, proviene dal mondo del fare. Entrambi vogliamo che Padova e il Veneto contino di più e che il nostro Paese possa tornare a crescere». A dieci giorni dal voto torna a parlare Francesco Peghin, candidato capolista alla Camera con 'Noi Moderati': «Il suo è un progetto in linea con i miei valori civici, radicato nell'area del centrodestra, lontano dalla politica urlata - spiega Peghin - .Il nostro faro è la concretezza sui temi prioritari: lavoro, impresa, sicurezza, semplificazione burocratica e abbassamento della pressione fiscale. Sono l'unico padovano candidato come capolista nelle liste del centrodestra del nostro territorio e intendo rappresentare Padova e le sue istanze anche in Parlamento nella maggioranza che guiderà molto probabilmente l'Italia, in continuità con il mio lavoro di consigliere comunale».

Padova

In molti lo hanno accusato di voler abbandonare Padova dopo aver perso le elezioni del 12 giugno contro Sergio Giordani, dove forse proprio la politica urlata da cui ora prende le distanze, lo ha penalizzato: «Nessun tradimento, quindi, nei confronti della mia città. Anzi. Il desiderio di far contare Padova di più nel Paese per riconquistare il ruolo che le spetta e che negli ultimi anni ha perduto. Naturalmente insieme alle tante persone che hanno aderito al grande progetto civico che ci ha visti impegnati nella campagna elettorale per le amministrative».

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