Permuta Iris-Piazzale Boschetti, Giordani: «Triplichiamo il Parco per una città sempre più verde»

Soddisfatto il sindaco Sergio Giordani sulla operazione di permuta Iris-Piazzale Boschetti, approvata dal Consiglio Comunale

E' molto soddisfatto il Sindaco Sergio Giordani, all'indomani del voto che ha sancito, tramite il passaggio del consiglio comunale, la cosiddetta permuta Iris - Piazzale Boschetti. Per il Sindaco questo voto va in una sola direzione, quella dellìampliarsi delle aree verdi in città:  «Padova, ieri, ha assunto una scelta davvero storica, ci sono beni assoluti che hanno un valore inestimabile e il primo tra questi è la salute. Triplicare il Parco Iris è un traguardo che segna una linea di non ritorno, un cambio radicale di filosofia. Ampliare drasticamente le aree verdi, limitare la cementificazione, combattere con i fatti l’inquinamento che ci soffoca è dare un contributo di sistema per contribuire a fermare i cambiamenti climatici che anche recentemente hanno sconvolto la nostra Regione. La gente continua a chiedere con forza di avere un nuovo approccio rispetto per l’ambiente, di creare spazi di salute e socialità, di tutelare, a partire da salubri spazi comuni, la loro qualità della vita e noi cerchiamo di rispondere con fatti concreti. Cosa che ora voglio impegnarmi a fare nei modi possibili e con l’aiuto dei cittadini anche sul Basso Isonzo».

Verde

Il sindaco all'indomani del voto favorevole in consiglio ha voluto ancora una volta ricordare il percorso che ha portato fino a qui: «Il nuovo Iris non è un optional, è parte di una nuova visione di città, è un pilastro per migliorare la condizione dei cittadini ogni giorno, in tutta la città e in particolare nella parte Sud di Padova. Solo tre anni fa quartieri popolosissimi come Forcellini, Santa Rita, Sant’Osvaldo, Città Giardino, Madonna Pellegrina rischiavano di dover dire addio all’Ospedale, addio al tram e mezzi di mobilità sostenibile e vedere pure cementificato un territorio verde, prezioso e amato. Oggi la musica è cambiata e io ne sono orgoglioso perché lavoro per la gente, di destra, di sinistra e di centro. Salute e ambiente non hanno tessere di partito e colori politici, sono semplicemente un diritto dei padovani. Ma non è tutto, grazie alla permuta eviteremo di avere per anni e forse per sempre delle palazzine diroccate in pieno centro ed eviteremo nuovo consumo di suolo rigenerando un immobile già presente che. essendo vincolato, non poteva essere abbattuto al di la di ogni ragionevole dubbio. Questo in un contesto in cui il parcheggio di puro asfalto che da anni siamo abituati a vedere in Piazzale Boschetti diventerà uno spazio aperto, completamente riqualificato, pubblico e verde, innescando un processo di lotta al degrado con un effetto domino che stiamo lavorando perché si estenda all’area PP1 e IFIP, il tutto in connessione anche con l’importante protocollo sulla nuova area stazione firmato con Ferrovie dello Stato e col Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture. Sia chiara una cosa, dopo il Covid e senza la permuta quei ruderi all’asta sarebbero rimasti li per un tempo che non voglio nemmeno immaginare, diventando pure una macchia alla candidatura a patrimonio mondiale UNESCO».

Voto

Poi, con riferimento ai tre voti contrari presenti in maggioranza rispetto alla proposta di permuta poi appunto passata, i consiglieri Pillitteri, Foresta e Tarzia, ha voluto essere chiaro:«Tutto è perfettibile ma un amministratore - spiega deciso il Sindaco -  dopo aver provato a mettere il massimo impegno su un progetto sa che l’ottimo è nemico del giusto e spesso anche dei fatti. Giunti al corretto equilibrio e al punto più avanzato possibile si deve passare all’azione. Non ho sinceramente nessun problema con i consiglieri che legittimamente hanno avuto alcune remore, sono piuttosto a loro disposizione per verificare con loro carte, conti, progettualità e seguire passo dopo passo il processo di trasformazione. Io non sono un Sindaco che forza le cose, ne ho mai immaginato la maggioranza come una caserma. Sono però un Sindaco che ha il dovere di decidere sulla sua responsabilità quando è tempo di assumere le scelte opportune per Padova, lavorando con gli organi per avviare processi rigenerativi che sono una preziosa occasione di riqualificazione. Dopo tre anni di duro lavoro dei tecnici che hanno collaborato con me, di Arturo Lorenzoni, Andrea Colasio e Andrea Ragona, questo tempo era arrivato».

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