Stop al cemento con la riqualificazione del patrimonio esistente

Il consigliere regionale Udc Stefano Peraro presenta a Padova la proposta di legge di modifica del piano casa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

È possibile dire stop alla cementificazione del territorio? Si può evitare di utilizzare territorio vergine, sottraendolo all’agricoltura per realizzare nuove urbanizzazioni? Queste sono le domande che si è posto il consigliere regionale Udc Stefano Peraro, e alle quali ha risposto con la presentazione del presente progetto di legge di modifica del piano casa attualmente in vigore (legge regionale n.14/2009).

La soluzione proposta da Peraro è l’incentivazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, attraverso l’attribuzione di un bonus volumetrico del 50% e fino al 60% nel caso di P.U.A. (Piani urbanistici attuativi)

Il bonus va calcolato:
a. sul volume demolito per gli edifici residenziali;
b. sulla superficie coperta, per gli edifici adibiti ad uso diverso
c. per chi attua interventi:
di sostituzione e rinnovamento del patrimonio edilizio esistente mediante la demolizione e la ricostruzione degli edifici;
volti alla razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente o alla riqualificazione di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione. In tal caso, se gli interventi riguardano edifici situati in zona impropria, purché diversa dalla zona agricola, la destinazione d’uso degli edifici può essere modificata.  

Tali incentivi si aggiungono all’ulteriore premialità fatta inserire proprio dall’udc sull’attuale piano casa (L.r. n. 14/2009) ovvero la eliminazione o la riduzione del contributo di costruzione per tali interventi se abbinati all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili

“Per fermare la cementificazione non servono nuove leggi, né tantomeno è necessario affidare incarichi legali, come ha fatto il Presidente Zaia; – dichiara Peraro – nel nostro caso infatti proponiamo la modifica della legge regionale sul piano casa che è attualmente in vigore”.

“Invito pertanto il Presidente Zaia e il vice Presidente Zorzato, – continua Peraro - che da mesi, a parole, esortano a fermare l’urbanizzazione del territorio, a sottoscrivere la legge. Assieme potremo migliorare la qualità del ambiente e rilanciare l’edilizia”.

I vantaggi della proposta sono evidenti:
stop a nuove urbanizzazioni;
miglioramento del patrimonio edilizio esistente e della qualità abitativa;
miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;
rigenerazione urbana, ovvero il territorio torna a rivivere con evidenti vantaggi economici, sociali, culturali e ambientali.
Per il valore di tali obiettivi si propone che siano realizzabili senza predeterminazione di una scadenza, come accade nell’attuale piano casa che ha come termine il 30 novembre 2013.

Ulteriori aspetti di rilevanza significativa contenuti nella proposta di legge:
1. l’incremento volumetrico del 10% nel caso di tecnologie che prevedono l’uso di fonti di energia rinnovabile con potenza inferiore a 3 kw viene esteso a tutte le fonti di energia rinnovabile (idraulica, eolica, solare, geotermica, biomasse e biogas);
2. gli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione di immobili ricadenti all’interno dei centri storici, per gli edifici privi di grado di protezione, sono sempre consentiti (vedi caso del comune di Padova e altri comuni che con delibera del consiglio comunale ne avevano escluso l’applicazione anche alla prima casa);
3. vengono finalmente previsti misure incentivanti per la bonifica delle coperture in cemento amianto concedendo:
nel caso di edifici adibiti a residenza la modifica delle falde fino ad una pendenza massima del 40% in deroga ai limiti di edificabilità e altezza prevista dagli strumenti urbanistici
nel caso di edifici produttivi, un incremento volumetrico pari al 10% della superficie di copertura oggetto di bonifica.

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