Piano interventi per la città: Padova segue l'esempio di Milano

Lo aveva detto anche durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo assessore Andrea Ragona, c’è un filo diretto con il sindaco di Milano, Beppe Sala, con il quale Sergio Giordani si confronta. Incontro in teleconferenza

Lo aveva detto anche durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo assessore Andrea Ragona, c’è un filo diretto con il sindaco di Milano, Beppe Sala, con il quale Sergio Giordani si confronta. Nasce quindi dall’esigenza di pensare e progettare la città di domani l’incontro avvenuto giovedì 30 luglio. Presenti il Sindaco, l’assessore alle politiche del territorio e dello sviluppo sostenibile e il vicesindaco congiuntamente con gli aggiudicatari rappresentati dal presidente di MATE S.C. Raffaele Gerometta, l’urbanista Daniele Rallo, con la presenza dell’architetto Stefano Boeri.

Padova

Per il sindaco di Padova, «Si tratta di un’opportunità importante per adattare e ripensare gli strumenti in vigore dentro una visione più a misura d’uomo, più sostenibile e più smart. Padova per esprimere tutte le sue qualità e investire nella qualità della vita ha bisogno di una visione urbanistica di insieme e moderna. Il fatto che in questo lavoro ci avvarremo di professionisti di eccellente qualità è un valore aggiunto importante. La partecipazione dei cittadini, la semplificazione normativa e l’aumento dell’attrattività della città saranno parti integranti di questo percorso». Dello stesso avviso anche il neo Assessore all’Urbanistica: «Abbiamo incontrato i professionisti che si occuperanno della redazione del nuovo Piano degli Interventi in città, lo strumento urbanistico che serve ad individuare e pianificare nel tempo tutti gli interventi che si dovranno realizzare. La redazione del nuovo Piano è un’occasione fondamentale per ridisegnare Padova in chiave sostenibile: in senso ambientale, economico e sociale. Il piano regolatore attuale ci ha portati fino a qui, il mondo però è cambiato ed è necessario uno strumento nuovo, al passo con i tempi e capace di rispondere alle sfide di oggi, perché ora è tempo di progettare la città del futuro. Dobbiamo affrontare la questione del consumo di suolo per andare verso la riqualificazione e rigenerazione della città, partendo dalle periferie, che devono divenire nuove centralità. Un’urbanistica e degli strumenti al servizio dei cittadini, per valorizzare i quartieri e i servizi di prossimità, come il piccolo commercio».

Ridisegnare

Per Micalizzi, neo vice sindaco, «Il nostro compito sarà quello di ridisegnare l’urbanistica nel segno dello sviluppo e della sostenibilità. Abbiamo subito messo a fuoco alcuni punti strategici: a partire dal ruolo che potranno avere grandi aree “irrisolte” che devono diventare le leve della città moderna come le aree di Padova Ovest ex Ospedale, le caserme Prandina, Romagnoli e Piave, e la zona della Stazione. Abbiamo parlato di un nuovo ruolo per le periferie che noi stiamo già immaginando come nuove centralità con servizi di vicinato e pensate intorno a funzioni strategiche come stiamo già facendo alla Stanga in via Anelli con la nuova Questura che sarà un’occasione di rigenerazione non solo urbana ma anche economica e sociale portando nuovo interesse e aumentando i valori delle proprietà in una città che sa progettare il benessere diffuso. Una Padova che si deve sviluppare intorno ai propri luoghi di natura come l’anello fluviale, e i grandi parchi cittadini a cominciare dal Basso Isonzo, Iris, Guizza e molti altri. Il Piano degli interventi è dunque lo strumento che detterà le regole della Padova del futuro: una sfida che dobbiamo raccogliere lavorando fianco a fianco con tutti i soggetti che concorrono allo sviluppo della città, come l’Università, la Camera di Commercio, le Società di Servizi, la grande rete del Volontariato e naturalmente i nostri cittadini».

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Tra i partecipanti anche l'architetto Stefano Boeri: «Il nuovo Piano degli Interventi di Padova aiuterà il Comune a costruire la carta d’identità futura della città. Una città straordinaria e con una mirabile storia che oggi - in un momento in cui le metropoli risentono delle conseguenze e delle paure ereditate dalla pandemia - ha grandi opportunità per diventare ancor più attrattiva nel contesto italiano e internazionale».

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