Piazzale Boschetti, lo stop ai lavori dopo il ritrovamento di altro amianto fa discutere

Il rinvenimento di altro amianto rallenta i lavori per la realizzazione del parco e porta a nuove importanti spese per la bonifica. Il consigliere d'opposizione Lonardi scrive a Giordani

L’inaugurazione della nuova area verde al posto di piazzale Boschetti era in programma nell’ottobre 2020. Prima il Covid e ora l’amianto fanno posticipare l’apertura, probabilmente di un anno. Il nuovo parco Tito Livio, progettato dall’amministrazione Bitonci e poi finanziato grazie ai fondi del Bando Periferie, prevede la realizzazione di un’area verde, con panchine e illuminazione, ma senza alberi perché il sottosuolo è inquinato (siamo nell’area dell’ex gasometro). E' prevista anche una passerella ciclo-pedonale lunga 44 metri collegherà Boschetti con i Giardini dell’Arena.

Cara bonifica

E’ costata 100 mila euro la prima operazione di rimozione dell’amianto, terminata in pieno lockdown da Coronavirus. Nello scavare sotto la vecchia strada gli operai hanno notato fibre di amianto e hanno dovuto fermarsi. Il meteriale pericoloso deve essere isolato e poi “caratterizzato”. Serve anche l’intervento dei tecnici dell’Arpav, serve un sopralluogo per identificare l’area contaminata. Infine lo Spisal deve fare un piano di smaltimento. Insomma, altri soldi e altro tempo, per l’amministrazione.

Lonardi attacca

Ubaldo Lonardi, consigliere d'opposizione eletto nella Lista Bitonci e Vice Presidente del Consiglio Comunale, ha scritto una lettera sulla vicenda al sindaco, Sergio Giordani: «Egregio Signor Sindaco, la notizia - scrive Leonardi - di un secondo stop al cantiere di Piazzale Boschetti per il ritrovamento di nuovo amianto, conferma la veridicità delle contestazioni che molti consiglieri dell’opposizione e la stessa consigliera Ruffini della sua maggioranza, hanno posto in questi mesi per la superficialità sia delle indagini effettuate sulla presenza di amianto e altre sostanze tossiche-cancerogene nel terreno del piazzale sia per la conseguente modalità evidentemente inadeguata e insufficiente di bonifica “superficiale” dello stesso, con tutta una grave serie di effetti, come il declassamento di quello che doveva essere un “parco” a semplice “prato”. Si tratta di un argomento troppo grave per risolverlo con il solo stop del cantiere: trattandosi di amianto, se usassimo i “democratici metodi politici” usati dai suoi sostenitori “dem” scatterebbe l’esposto in procura con probabile sigillatura del cantiere. Non è questo il nostro modo di operare, anche perché l’indagine dovrebbe essere partita d’ufficio, ma ci interessa risolvere il problema perché il “Parco Tito Livio”, progetto ideato dall’ex Sindaco Bitonci, sia presto realizzato. Ma perché ciò avvenga è doveroso, Signor Sindaco, relazionare a tutto il Consiglio Comunale com’è davvero la situazione e quindi si deve sapere come sono state effettuate le precedenti indagini dall’Arpav anche con la consegna di tutte le relazioni ricevute e come anche è importante sapere per quali ragioni alla prova dei fatti siano state smentite, come sostenevamo. Le chiedo inoltre di riportare in Commissione Consiliare il nuovo complessivo progetto di bonifica, comprendente anche quello relativo alla eventuale costruzione del garage interrato per gli appartamenti di lusso che la sua amministrazione farà costruire nelle palazzine definite “liberty” di piazzale Boschetti. A tal riguardo Le chiedo, anche alla luce delle attuali complicazioni, di riprovare con la nuova dirigenza delle Belle Arti, che si sta dimostrando più attenta alla sostanza dei problemi, a richiedere la demolizione della costruzione d’angolo con via Gozzi (assolutamente non liberty) come anche l’associazione “la Specola delle Idee”, presieduta dall’avv. Liccardo, da anni chiede. Ciò consentirebbe comunque la realizzazione degli appartamenti di pregio nella palazzina rimanente e risolverebbe il grave problema della rampa di accesso al garage senza dover prevedere la vendita ai privati di una importante strada pubblica, via Tommaseo, delitto amministrativo di cui nessuna Giunta comunale, nemmeno la più destrorsa, si è mai macchiato».

Consigliere Ubaldo Lonardi-2

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