Piero Ruzzante: «Cos'altro deve accadere a Medicina Legale prima che il direttore Montisci venga rimosso?»

Silenzio in Regione, il consigliere Ruzzante attacca Luca Zaia e accusa: «Come fa a dire che non è una questione politica? Medicina legale deve essere una casa di vetro, un luogo trasparente che deve tutelare tutti, non solo i potenti»

«Medicina legale deve essere una casa di vetro, un luogo trasparente che deve tutelare tutti. Deve essere un luogo al di sopra di ogni sospetto. A fronte di quello che  sta emergendo da troppo tempo ormai, è tutto fuorché così». Piero Ruzzante, consigliere regionale, ha più volte, con altri colleghi, sottoposto come interrogazione la possibilità di sospendere in via cautelativa o comunque cambiare incarico al professor Massimo Montisci, direttore dell’Istituto di Medicina Legale. «Il caso Tiveron non è il solo caso su cui è indagato dalla magistratura. C’è la storia delle perizie falsificate di due persone che avevano assunto cocaina, fatto gravissimo anche quello, è solo l’ultimo episodio questo della manipolazione del pacemaker del povero Cesare Tiveron. L’elemento centrale della critica mia e di diversi colleghi è che si sceglie di difendere i potenti a danno dei più deboli, in questo caso il povero cittadino morto sotto la macchina. Perché di questo stiamo parlando, di cos’altro altrimenti».

Pacemaker

«Montisci, direttore dell’Istituto di Medicina Legale - prosegue il consigliere regionale Ruzzante - tutela il suo capo, Domenico Mantoan, il capo della sanità veneta, cercando di dimostrare che il povero Tiveron muore prima dell’incidente. L’auto blu con a bordo Mantoan investe l’uomo causandone la morte, Montisci voleva far passare la tesi che fosse morto prima dell’impatto. La manomissione del pacemaker, che poi sarà trovato nella sua stessa scrivania, già basterebbe per far sì che quella persona venga rimossa immediatamente da quell’incarico. Non pensiamo ai famigliari, parenti e congiunti di quella vittima: come possono sentirsi a fronte del comportamento omertoso delle istituzioni venete?»

Zaia

Anche noi di Padova Oggi abbiamo provato ad interrogare il governatore su questa questione. Gli abbiamo a domandato come mai, la Regione, non fa sapere che ne pensa, ma la risposta dall’entourage del governatore è stata quella di negare che la questione sia in qualche modo politica, e poi, «visto che ci sono dei procedimenti in corso e delle indagini, bisogna lasciare che la giustizia faccia il suo corso, quindi il Governatore non risponde di queste questioni», fanno sapere dal suo ufficio stampa. Per questo abbiamo chiesto l'opinione a un consigliere che invece afferma il contrario, «la politica c’entra eccome». Al governatore Luca Zaia, in verità, più di un un anno fa, precisamente il 16 luglio del 2018, lo avevamo già chiesto un parere sulla vicenda. Ci aveva risposto così, come testimonia anche un video: «Fiducia nella magistratura, ma da cittadino pretendo chiarezza, che è doverosa. Non sono giustizialista ma non ci possono essere dubbi, chiarezza ci deve essere».

Chiarezza

«Chiarezza ci vuole, come no?!  - ironizza Ruzzante - Come si fa, mi chiedo io. Questo è uno che ha fatto il “giuramento di Ippocrate” e invece di cosa stiamo parlando? Da mesi, se non più. E lui è ancora lì a dirigere Medicina Legale. Bisogna avere coraggio in politica, perché invece Zaia non si fa sentire? Non si può sempre voltarsi dall’altra parte. In questo caso le istituzioni lo stanno facendo, a danno dei cittadini. Decide su cose delicatissime l’istituto di medicina legale: orari e cause di morte, gli esami tossicologici e quindi decide su questioni legate a uso di sostanze. Quante sono le cause legali che finiscono negli uffici di medicina legale? Ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Incomprensibile l’atteggiamento di Zaia».

Rimozione

E’ un fiume in piena Ruzzante: «Come si fa a dire che non è una questione politica. Come fa Zaia a dire che non è affare suo? E’ affar suo perché riguarda il capo della sanità veneta, Domenico Mantoan e un altro suo dipendente che ricopre un ruolo importantissimo». E’ infervorato nella conversazione il consigliere Ruzzante: «Il fatto che la giunta non intervenga su questo soggetto è per me inspiegabile. Si sospende cautelativamente, bastava già la storia della cocaina. Anche quel comportamento, “salvare” due persone, è stato inaccettabile. Cosa altro deve accadere per rimuovere il professor Montisci da quell’incarico?». Poi aggiunge: «Lo dico anche a tutela sua, è troppo esposto ormai».

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Garantismo

«Se qualcuno usa come pretesto il garantismo per difendere l’indifendibile, io penso al contrario che lo è assicurare a tutti i cittadini del Veneto che quel personaggio  - dice testualmente Ruzzante riferendosi al professor Massimo Montisci - va tolto da quel posto».

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