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Piscina di Selvazzano. Risoluzione contratto tra Comune e Consorzio, interviene la Cgil

Fillea Cgil Padova: «Il Comune di Selvazzano non si scordi di quei dieci lavoratori che, ad oggi, sono da 5 mesi senza stipendio e senza lo straccio di una rassicurazione riguardo ai loro sudati compensi. Non ci si nasconda dietro a dei cavilli per scaricare sui lavoratori colpe e inadempienze di altri»

«Non è accettabile che questo tipo di situazioni si verifichino quando ci sono degli appalti, soprattutto se pubblici», è il commento che arriva dalla Cgil dopo la decisione del Comune di Selvazzano, ufficializzata dal Presidente del Consiglio Comunale, Enoch Soranzo, di procedere alla risoluzione del contratto di appalto con il Consorzio stabile Build Scarl (che si era aggiudicato l'appalto per la costruzione della nuova piscina di Selvazzano e che, a sua volta, aveva affidato i lavori, poi interrotti, alla ditta Elettrica Sistem srl di Cava dei Tirreni). «Non entriamo nel merito della decisione – precisa Francesco Campa, Segretario Provinciale della Fillea Cgil di Padova – che presumiamo sia stata presa per salvaguardare un bene collettivo che riguarda i cittadini, però rileviamo che anche i lavoratori sono cittadini e non sarebbe male ricordarsene, soprattutto quando dieci di loro, e relative famiglie, si ritrovano da 5 mesi senza uno stipendio e senza nessuna rassicurazione su che fine abbiano fatto i loro compensi e se e quando gli verranno versati. Questo è vergognoso e lede la dignità di questi lavoratori».

Responsabilità

«Speriamo – prosegue il segretario provinciale della Fillea Cgil – che questa situazione non comporti un allontanamento di responsabilità da parte di quei soggetti coinvolti nella filiera dell'appalto relativo a questa questione. Quel che temiamo è che in questa situazione, nascondendosi dietro a dei cavilli tipici del sistema degli appalti, si verifichi qualcosa di inaccettabile e vergognoso e cioè che a pagare siano i lavoratori. Noi crediamo che il Comune di Selvazzano, in nome di una responsabilità solidale e sociale, abbia il dovere di dire chiaro e forte che non solo non permetterà che questo succeda, ma debba anche intervenire materialmente affinché si sblocchi la situazione. In questa vicenda, non si comporti da Ponzio Pilato ma prenda una posizione chiara dalla parte delle vittime innocenti, cioè i lavoratori».

Appalti

«Resta l’amarezza – conclude Francesco Campa – nel constatare che questo tipo di situazioni tendono a verificarsi maggiormente quando si è nell'ambito degli appalti pubblici, vale a dire quando la funzione di stazione appaltante è svolta da un Ente pubblico. E questo è qualcosa di inaccettabile perché il fatto che sia coinvolto un soggetto pubblico dovrebbe essere una garanzia e non il contrario. Resta il nostro messaggio: gli attori coinvolti non scappino dalle responsabilità e si facciano carico, in modo solidale, del riconoscimento di quanto dovuto ai lavoratori. Noi non li abbandoneremo e lotteremo fino a che non verrà riconosciuto quel che è loro dovuto». 

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