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Lo striscione contro il presidente PDF Mario Adinolfi

Lo striscione contro il presidente PDF Mario Adinolfi

Il Popolo della Famiglia: "Minacce e violenze, le forze di polizia devono potersi difendere"

Il circolo del movimento fondato da Mario Adinolfi commenta lo striscione apparso nei giorni scorsi contro il presidente e sull'attualità dice: "Con noi in Parlamento forze di polizia più tutelate"

«Riprendiamo e facciamo nostre le parole di Nicola Di Matteo, coordinatore nazionale del Popolo della Famiglia e capolista in Sicilia, a seguito della feroce aggressione subita dall’appartenente all’Arma ed esprimiamo la totale ed incondizionata solidarietà del Popolo della Famiglia, al Carabiniere linciato a Piacenza dalle bande degli antagonisti». Sono queste le parole del Circolo PdF di Padova, pronunciate da Maria Verita Boddi, capolista plurinominale ed uninominale del PdF a
Padova per la Camera dei Deputati.

"Difendere la propria incolumità"


«Il livello di violenza nei confronti delle Forze di Polizia e di quanti non sono allineati al pensiero unico, ha toccato livelli intollerabili in un paese democratico. Chi si nasconde dietro caschi ed altri travisamenti è solo un violento, potenziale assassino, che infierisce su un carabiniere caduto a terra colpendolo in modo forsennato, senza alcuna pietà. Solo il caso ha evitato conseguenze peggiori. Questi criminali (non possiamo definirli altrimenti) non vedevano l’ora di poter scaricare la propria violenza contro un appartenente alle forze dell’ordine, colpevole unicamente di indossare una divisa ed essere un rappresentante dello Stato.» Prosegue Maria Verita Boddi, «C’è da chiedersi, con le parole di Nicola Di Matteo, se di fronte ad un attacco di tale violenza non sia opportuno consentire agli appartenenti alle forze di Polizia di poter difendere la propria incolumità». «Nella prossima legislatura proporremo una modifica del codice penale che inserisca aggravanti specifiche e nessuna attenuante per i manifestanti violenti che attaccano le forze di Polizia. In tutti i Paesi democratici chi tocca un appartenente alle forze di sicurezza dello Stato riceve condanne esemplari e sconta tutta la pena inflittagli e non si comprende perché in Italia non sia così. Noi ci batteremo sempre per tutelare i servitori dello Stato in divisa, che siano agenti di Polizia, Carabinieri, Finanzieri oppure altre forze dell’ordine. Padri e madri di famiglia che si impegnano quotidianamente a loro rischio e pericolo, guadagnando uno stipendio tra i più bassi della categoria in Europa e che difendono lo Stato solo per spirito di abnegazione, per garantire a tutti il diritto a manifestare civilmente e pacificamente.» «Allo stesso modo i recenti episodi intimidatori ad Imola contro il Presidente del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi e nei confronti di chi, a Padova, pacificamente ricordava gli eccidi delle Foibe, ci riportano ad un clima di scontro politico che non fa parte della cultura
democratica di questo paese e che deve essere sempre rifiutato, senza alcun tentennamento.» conclude Maria Verita Boddi, a nome del Circolo Popolo della Famiglia di Padova.

"Il mancato aborto"

Infine il Pdf denuncia il tema della denatalità, in riferimento a un caso recente: «Mentre l’Istat ufficializza la fotografia demografica dell’Italia del 2017, certificando che per il quarto anno consecutivo l’Italia batte il record negativo di nascite, apprendiamo con tristezza la notizia di una sentenza di rimborso ai genitori per “mancato aborto”». Con queste parole di Maria Verita Boddi, capolista pluninominale ed uninominale del PdF a Padova per la Camera dei Deputati, si apre la dichiarazione del Circolo locale del Popolo della Famiglia. «L’assenza di nascite provoca inevitabilmente un ulteriore invecchiamento della popolazione con l’età media che sale a 45 anni e il 22,6% della popolazione con più di 65 anni. Una tragedia di denatalità», rimarcata anche da Lucia
Vecchi, candidata uninominale collegio Padova Nord (Vigonza) e da Silvana Oberto, candidata Uninominale Senato a Padova «dove rileviamo che la mancata morte di una persona si tramuta in una richiesta di risarcimento per il “pregiudizio di carattere patrimoniale derivante dai doveri di mantenimento dei genitori nei confronti del figlio”»

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