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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Il Popolo della Famiglia per la vita: "A Patrizia Cocco non servivano le Dat"

Maria Verita Boddi, Massimo Brasiliani, Lucia Vecchi, Antonio Buso e Emanuele Bernardi alla Camera, insieme a Silvana Oberto candidata al Senato per il movimento di Adinolfi, si esprimono sulla morte della donna

«Il Magistero della Chiesa è chiaro: non c’è un diritto di morire ma sicuramente un “diritto a morire in tutta serenità, con dignità umana e cristiana”» con queste parole i candidati alle prossime elezioni politiche del Popolo della Famiglia di Padova: Maria Verita Boddi, Massimo Brasiliani, Lucia Vecchi, Antonio Buso e Emanuele Bernardi alla Camera, insieme a Silvana Oberto candidata al Senato si esprimono sulla morte di Patrizia Cocco, malata di SLA avvenuta sabato in sedazione profonda.  «Abbiamo da poco celebrato la 40esima Giornata della Vita e vogliamo fare una riflessione seria e non ipocrita. Le nostre proposte a favore di Famiglia, Vita ed Educazione sono la ragion d’essere del Popolo della Famiglia.»

I FALSI MITI DEL PROGRESSO


«Andare a morire in Svizzera oppure dare battaglia in tribunale per vedere accettato il rifiuto all’accanimento terapeutico non sono le uniche strade: non è la magistratura a dover decidere su questi argomenti, ma il sano rapporto medico-paziente, che impone al medico di seguirne le scelte ed alleviarne le sofferenze» continua il comunicato stampa del Circolo PdF di Padova. «Possiamo accettare che pagando 10/15 mila euro e aver fatto un’intervista Skype, si possa mettere fine alla propria vita con la pseudo “dolce-morte” in Svizzera?» si chiedono dal Circolo locale del PdF. «Il dolore del malato è una materia difficile e il rapporto tra medico e paziente deve basarsi sulla relazione sincera e sulla piena comunicazione». «Le DAT hanno spostato l’attenzione ed il focus del dramma di questi malati alle prese con vicende durissime: noi diciamo di non abbandonarli, è
necessario farsene carico, ascoltarli e non strumentalizzarli. Ciascuno deve avere diritto di essere preso in considerazione in modo unico e diretto. Le DAT non c’entrano proprio nulla: questo è compito della buona medicina. Per la prima volta in Italia abbiamo assistito alla richiesta di morte trasformata in diritto ed applicata per legge. Difficilmente sarà l’unico caso cui assisteremo nei prossimi mesi. Questi sono i “falsi miti di progresso” spacciati per libertà». Concludono i candidati di Padova con le parole di Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia: «Siamo per il diritto a ricevere cure, anche palliative (peraltro già consentite dalla legge) ed assistenza per malati, anziani, sofferenti terminali, persone inguaribili e siamo invece contrari alla cultura dello scarto e della morte, cultura dell’abbandono e della solitudine, e contro la condanna a morte per fame e
sete prevista dalle DAT.»

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